UFO le verità nascoste





Gli UFO esistono…leggete il rapporto Condon

di Antonio De Comite (Coordinatore Centro Ufologico Taranto)
Gli scettici quando vogliono ridicolizzare e smentire testimoni di avvistamenti UFO o studiosi della tematica, citano ormai il famoso “libro sacro” della Ufologia scettica, ossia quello che scrisse il fisico Edward Condon nel 1969 dal titolo “Scientific Study of Unidentified Flying Objects” . Condon fu incaricato dalla Colorado University, tramite consiglio dell’USAF (United States Air Force), di creare una commissione scientifica che aveva il compito di analizzare e studiare i casi UFO statunitensi. Il culmine dello studio, durato circa tre anni, è stata la pubblicazione di un tomo (di oltre 1000 pagine) il quale dava una conclusione falsata, ossia che gli UFO non esistevano. E molti, pur di ridimensionare il problema UFO affermano “…lo ha detto Condon”, pur non avendo letto il libro. Ma se leggessero i casi contenuti nel volume si renderebbero subito conto che non è cosi…censore, anzi. C’è un caso che risulta a prova di falso, una caso evidentissimo, fotografico. Stiamo parlando dell’avvistamento di Paul Trent, avvenuto a McMinnville (Oregon) il giorno 11 Maggio 1950. Quel giorno il contadino Trent e sua moglie videro un qualcosa di strano che si avvicinò nei pressi del loro podere. Un qualcosa che non avrebbero mai dimenticato nel corso della loro esistenza. Videro il classico “disco volante”, di fattezze metalliche e di colore argenteo. Il contadino entrò scappando nel suo podere, prese una macchina fotografica, uscì fuori e “clik”. Scattò delle foto che sarebbero entrate nella storia dell’Ufologia. Il caso divenne così famoso che la rivista Life ne dedicò un ampio servizio. In quel periodo si era in psicosi UFO e non poteva essere trascurato il fatto che le foto di Paul Trent fossero il classico fotomontaggio. Ma analisi preliminari esclusero questa possibilità. Diciannove anni dopo il caso venne approfonditamente trattato dalla Commissione Condon e inserito nel volume scritto dal fisico statunitense. Ed ecco la sorpresa. Quell’UFO era davvero reale. Come mai gli scettici di turno e gli ifologi non lo menzionano? Ecco cosa disse Condon nelle sue conclusioni su questo caso “è uno dei rari rapporti UFO in cui tutti i fattori esaminati, geometrici, psicologici e fisici sembrano essere compatibili con l’affermazione di un oggetto volante straordinario, argenteo, metallico, a forma di disco, di decine di metri di diametro ed evidentemente artificiale che ha volato ed è stato visto da due testimoni. Non possiamo dire che gli elementi di prova regolano positivamente ad una fabbricazione, ma ci sono alcuni fattori fisici, quali la precisione delle misurazioni di alcuni negativi originali che si oppongono ad una invenzione“. Fin qui la conclusione sensazionale e clamorosa del caso McMinnville, fatta da Edward Condon. Un UFO reale, discoidale, metallico e artificiale. E gli scettici perchè non ne parlano? Le conclusioni si possono leggere alla Sezion IV, Chapter 3, Capitolo Photographic Case Studied, Case 46 McMinnville Photographs, pagina 625. Naturalmente dell’edizione originale statunitense. Questo è solo il caso più clamoroso di un caso UFO incontrovertibile avallato da uno scienziato scettico. Ma ne ne esistono molti altri, molti non inseriti nel volume e di cui Condon, stranamente, non lesse. Qualche mese fa infatti il MUFON (Mutual UFO Network) ha reso noto circa 1200 pagine, scritte dal defunto Roy Craig, un fisico chimico che faceva parte dell’entourage di Condon, nel progetto sugli UFO commissionato dall’Università del Colorado a fine anni 60 del secolo scorso. Ebbene il MUFON ha scovato, tra le tante pagine, il cosiddetto “Memorandum Rush”, di tre pagine e datato 5 settembre 1968 nel quale sono scritte le conclusioni di Roy Craig. La percentuale degli UFO inspiegati si aggira, udite udite, al 50%. Si, avete letto bene. Quasi la metà delle segnalazioni UFO sono di origine “ignota”, scientificamente parlando. Ma Condon non lesse il rapporto, non sappiamo se volutamente o meno. Quindi stiamo parlando di un numero enorme di UFO reali che non ha nulla a che vedere con la “canonica” percentuale del 5%, strombazzata da molti ufologi. Quanti UFO simil McMinnville ci sono in quella enorme percentuale? Non si può sapere, resta il fatto che come disse il compianto Monsignor Corrado Balducci che “…se su cento, mille, un milione di casi UFO uno risulterebbe essere veritiero allora gli UFO esistono per davvero”. E il caso McMinnville e, paradossalmente, Condon ci portano a questa conclusione, gli UFO sono reali per davvero.

Testimonianze di astronauti sovietici

Secondo il sito della “Pravda” sovietica il fenomeno UFO (nel loro paese) è ancora avvolto (in gran parte) nel segreto più assoluto. Il “cover up” viene effettuato anche dagli astronauti. Ma alcuni sono contrari a mantenere il segreto. Ecco alcune testimonianze. L’ex cosmonauta sovietico Vladimir Kovalenok, apparso in una conferenza stampa dedicata ai fenomeni inusuali e anomali dello spazio, ha riferito che anche lui è stato testimone di un avvistamento strano, durante il lavoro a bordo della stazione orbitale Salyut. Ha notato uno strano oggetto in orbita terrestre. Ha chiesto al suo collega, Viktor Savinykh, di trovare la macchina fotografica. Mentre si cercava la macchina improvvisamente l’oggetto è esploso davanti agli occhi di Kovalenok. L’oggetto si divise in due parti e sembrava avere una sorta di ponte che univa le due parti divise. L’oggetto (che aveva assunto la forma che ricordava un manubrio) è scomparso prima che gli altri cosmonauti scattassero delle fotografie. Una forte emissione radioattiva fu registrata sulla Terra, subito dopo l’esplosione del misterioso oggetto. Kovalenok ha anche riferito che molti suoi colleghi hanno avvistato cose inusuali nello spazio, ma ha preferito di non portare tali testimonianze all’attenzione dell’opinione pubblica. Il pilota Pavel Popovich era, durante l’anno 1978, in volo da Washington a Mosca. La rotta di volo era circa 10.000 metri, quanto improvvisamente nota un oggetto volante luminescente, di forma triangolare, sulla stessa traiettoria del suo aereo. La velocità del triangolo volante era superiore rispetto al piano di volo del suo velivolo, 1700 km/h rispetto ai 1100 km/h. I cosmonauti Gennady Strekalov e Gennady Manakov videro un oggetto sferico luminoso, apparire sopra il cielo di Terranova, senza nuvole, nel 1990. La sfera scomparve dieci secondi più tardi, senza lasciar traccia. Nel 1991, Musa Manarov osservava il modulo con il nuovo equipaggio che si stava avvicinando alla MIR, con l’operazione ripresa da una videocamera. Egli notò improvvisamente un oggetto, dalla forma che ricordava un’antenna, separarsi dal modulo. Egli avvisò immediatamente i cosmonauti che qualcosa si era staccato dal loro modulo. Tuttavia non si riuscì ad identificare l’oggetto, nonostante ripreso dalla videocamera. Gli psicologi spesso informano i cosmonauti che, prima delle loro missioni, possono avere un fenomeno di stati alterati di coscienza. Nel 1994 un cosmonauta riferì (assieme ad un suo collega) che ebbe una serie di strane visioni, mentre era a bordo della MIR, in un arco di tempo di sei mesi. Sembrava che si stavano per trasformare in strane creature, animali e anche umanoidi di origine extraterrestre.
fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com

Documentario sul caso di Phoenix

Un documentario di Discovery Science sul caso di Phoenix




L’aspetto degli extraterrestri e lo studio di Jader Pereira

Di fronte al fenomeno UFO abbiamo diversi interrogativi,tutti sviluppati da un approccio scettico o meno scettico al problema: esistono? Cosa sono? Sono fenomeni naturali? . I possibilisti all’ipotesi extraterrestre vanno oltre: quali sono le loro intenzioni? Ma soprattutto,chi ci troviamo di fronte? Qual è il loro aspetto? Qual è,insomma,il volto di quelle che l’astrofisico Hynek definiva “entità animate”?
Il brasiliano Jader Pereira ,studioso di fenomeni UFO,pubblicò un minuzioso studio sulle “entità animate” associate ai misteriosi apparecchi. Si tratta di una meticolosa analisi relativa a 333 casi di presunti incontri con misteriose creature discese da “dischi volanti”,avvenuti fino al 1970 in tutto il mondo. Pereira,con estremo distacco scientifico,non entrò in merito alla validità o meno di tali fantastiche esperienze; egli si limitò a raccogliere criticamente le testimonianze,a ordinarle e classificarle,nonché a scartare tutte quelle che avessero a risultare poco attendibili,valutando l’attendibilità dei testimoni,le loro caratteristiche psicologiche e,infine,le prove fisiche degli episodi in questione,quali tracce sul terreno,conseguenze e relazioni psico-fisiologiche negli osservatori,ecc. L’obbiettivo di Pereira era trovare in quelle testimonianze un qualche minimo comun denominatore. I risultati furono interessanti. Di questi 333 casi,230 erano a suo avviso abbastanza attendibili. Sotto l’aspetto comparativo e statistico,la casistica relativa a questi presunti incontri,indicò,nella quasi totalità,la presenza di creature umanoidi,con una struttura fisica più o meno simile a quella dell’uomo: esseri bipedi in posizione eretta,muniti di due braccia con estremità prensili,occhi,naso,bocca e orecchi raccolti nel capo. Sempre secondo lo studio di Pereira,una buona metà dei presunti piloti degli “UFO” sembrerebbero essere in grado di spostarsi sulla superficie terrestre senza tute,scafandri o apparecchi di respirazione,mentre il rimanente 50% sarebbero forniti di attrezzature simili. La statura oscillerebbe dai 90 centimetri ai 3 metri di altezza. Il colore della pelle,sia liscia che rugosa,può essere chiara o scura,con variazioni dal bianco-roseo fino al bruno-rossiccio e al nero. Le forme del cranio possono variare,così come per i capelli,di cui alcuni ne sarebbero completamente privi. Vi sono stati anche presunti casi che hanno avuto per protagonisti esseri muniti di un solo occhio,apparentemente privi di naso e orecchie. Sarebbero stati segnalati anche esseri di apparente sesso femminile. Per quanto riguarda il linguaggio usato,varierebbe da suoni appartenenti a un idioma sconosciuto alla lingua madre del testimone. In taluni casi il dialogo si sarebbe svolto telepaticamente. L’atteggiamento dei presunti esseri sembrerebbe generalmente indifferente o amichevole,di rado aggressivo.
Lo studio di Pereira non vuole provare nulla,ma solo mettere in evidenza i tratti comuni ai presunti piloti degli “UFO”.
documentazione: Ufo visitatori da altrove - Roberto Pinotti

Il caso di Inacio De Souza

di Tiziano Morresi
Il 13 Agosto del 1967 alle 16h circa, De Souza e sua moglie Luiza, genitori di 5 bambini, ritornano al ranch dopo essere andati a piedi a fare degli acquisti al villaggio più vicino. Il ranch si trova vicino a Pilar de Goias, a 240 km da Brasilia, la capitale. Arrivati in prossimità della fattoria vedono tre "persone" apparentemente in procinto di giocare sulla pista d'atterraggio (il proprietario del ranch, un uomo ben noto ed estremamente ricco, possiede diversi aerei). De Souza pensa che gli intrusi siano nudi, ma sua moglie dichiarerà che portavano come una tuta di colore giallo. Nello stesso momento, gli “esseri” sembrano accorgersi della coppia e si avvicinano. Ed è allora che de Souza scorge un “oggetto volante” sconosciuto al termine della pista d’atterraggio.
L’ufo è poggiato al suolo, o leggermente in sospensione, e somiglia ad un piatto capovolto. L'agricoltore improvvisamente preso dal timore, dalla paura, forse per l’incolumità della sua famiglia si mette sulle spalle il suo fucile calibro 44, mira e spara sull’essere più vicino. Quasi immediatamente, l'apparecchio sconosciuto emette un raggio di luce verde, che raggiunge De Souza alla testa ed alla spalla e lo fa cadere. Mentre Luiza corre verso suo marito, vede i tre personaggi entrare nell' apparecchio che, immediatamente, decolla ad alta velocità alzandosi in verticale, in un rumore simile ad un ronzio di api. Durante i giorni seguenti, De Souza accuso’ intorpidimento, formicolii, mali di testa e forti nausee; il terzo giorno, le sue mani e la sua testa tremavano continuamente. Il proprietario del ranch, informato dell'incidente, fece trasportare per aereo il suo dipendente malato verso Goiania, a oltre 300 km, dove il medico lo esaminò. Si scoprì allora sulla testa e sul tronco del ferito delle ustioni sotto forma di cerchi perfetti di 15 cm di diametro!. Il medico pensò che dovesse essere un'eruzione causata da una pianta tossica. Il proprietario del ranch gli racconto’ allora la storia di De Souza e del suo incontro con l’ufo ed i suoi occupanti. Sorpreso, il medico ordinò un'analisi di un pezzetto di pelle, delle urine e del sangue di De Souza, prescrisse un unguento per le "ustioni", ed avanzò l'idea che de Souza sia stato vittima di allucinazione e che era già malato prima della sua avventura.
Il paziente ed il suo datore di lavoro restarono 5 giorni a Goiania. Il tempo di fare le analisi e continuare il trattamento. Infine si diagnosticherà una leucemia, dando una speranza di vita che non superava i sessanta giorni. Difatti De Souza deperisce rapidamente, coperto da chiazze bianche e giallastre. Morirà l'11 ottobre del 1967.

Basi extraterrestri sull’Himalaya e le isole Salomone?

Una base sotterranea extraterrestre nell’Himalaya? I governi cinesi e indiani sarebbero informati? Kongka La, un passo dell’Himalaya, è situato nel Ladakh, nella regione di confine che si contendono l’India e la Cina. E’ una delle regione meno frequentate al mondo e, di comune accordo, la Cina e l’India si astengono di controllare questa parte della frontiera. Gli abitanti della regione, sia del lato cinese che del lato indiano, hanno riferito di aver visto degli UFO, uscire fuori dal terreno, in questa zona. Secondo queste testimonianze, esisterebbero della basi sotterranee extraterrestri nella regione e i governi cinesi e indiani sarebbero informati. Recentemente, un gruppo di pellegrini indù in rotta verso il Monte Kailash, in arrivo da ovest, videro strane luci in cielo. Guide locali, sul territorio cinese, hanno riferito che si trattava di un fenomeno usuale in quella zona. Degli oggetti accecanti, silenziosi, di forma triangolare, lasciano il terreno e si alzano, in verticale, verso il cielo. Alcuni pellegrini vollero visitare il sito. Ma a loro venne negato l’ingresso sul lato cinese e anche quando si sono avvicinati sul lato indiano, guardie di frontiere hanno negato che si avvicinassero, nonostante avessero regolari permessi di viaggi, firmati dai due paesi. Secondo i pellegrini, i membri del personale di sicurezza dichiararono che avevano l’ordine di negare, a qualunque persona, l’approccio nella zona in questione, ed è vero che strani oggetti sbucano al di fuori del terreno, con brillanti luci lampeggianti. Secondo la popolazione locale, la presenza di extraterrestri sotterranei è ben nota. Secondo loro, nè il governo cinese, nè tantomeno quello indiano vogliono rivelare la loro esistenza,raccontando loro che si tratta di velivoli-spia. Secondo una testimone, quando si è fatta una domanda sulla questione, a funzionari del governo, è stata minacciata di stare zitta. Alcuni presso l’Ente di Ricerca Spaziale dell’India (ISRO) raccontano in via confidenziale che questi UFO stanno sicuramente pianificando e costruendo un massiccio sito di atterraggio con l’aiuto dei governi indiano e cinese.Recentemente, in una scuola locale, dei giovani bambini hanno fatto dei disegni. Più della metà dei disegni mostravano strani oggetti volanti nel cielo o che lasciavano le montagne.
UFO NEI TROPICI
Marius Boirayon, un militare in pensione della RAAF, le Forze Aeree Australiane, ex pilota d’elicottero, si è stabilito per passione a Guadalcanal (isole Salomone). Ha incontrato popoli indigeni (un miscuglio tra Melanesiani e Polinesiani, Indonesiani e Cinesi) e si è trovato in confronto ad un mondo molto, molto strano. Infatti, queste isole abbondano di storie fantastiche che raccontano sia di UFO che di “abduction” e che un popolo di Giganti vive in una sorta di città sotteranea. Il minimo che si può dire è che le tribù locali non hanno alcuna familiarità con il cospirazionismo che parla di rapimenti alieni e dischi volanti. Così come hanno pochi contatti con le storie occidentali, che parlano di civiltà scomparse e Giganti. Eppure, nel corso di numerosi incontri tra le numerose tribù delle isole Salomone e testimonanze coerenti senza contraddizioni tra loro, Marius Boirayon è riuscito ad isolare due fenomeni distiti, apparentemente non collegati tra di loro: il mondo dei Giganti e il mondo delle basi segrete, gli UFO e le “abduction” che hanno colpito molte famiglie in queste isole. Per quanto riguarda l’aspetto “abduction”, il più sorprendente è quello che i testimoni e le vittime, descrivono le azioni di questi UFO, che i nativi chiamano “Dragon Snake” (Serpente Dragone), molto aggressive e gli inquirenti descrivono lo stesso tipo di extraterrestri, come quelli messi in luce dai rapiti in Arizona, California e la periferia di New York.
I FAMOSI PICCOLI “GRIGI”
Boirayon non solo ha fatto degli schizzi delle descrizioni fatte dagli indigeni Melinesiani, ma ha anche visitato il Museo e il centro culturale locale, il “Solomon Island Cultural Museum”, per scoprire con suo grande stupore un libro che contiene i disegni di questi piccolo “Grigi”. Si rese conto allora che questi esseri erano presenti nelle isole Salomone da secoli.
fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com - http://www.enricobaccarini.com

Un nuovo avvistamento a Stephenville?

Quello di Stephenville in Texas nel Gennaio di quest'anno, è stato sicuramente il caso che più di tutti ha aperto la strada ad una attenzione nuova dei media internazionali sul fenomeno ufo e cover-up governativo e militare.
Dopo il caso Stephenville, media del calibro della CNN, BBC, International Press, il Telegraph ed altri, hanno inondato l'etere e la carta stampata di reportage, servizi e cronache di avvistamenti più o meno eclatanti. Tutto quello che contiene la parola UFO ormai (ndr. finalmente...) fa notizia alla stregua di qualunque altra cronaca quotidiana.Complici anche le dichiarazioni ufficiali di esponenti del Governo Giapponese, della Chiesa, di testimoni istituzionali e i numerosi avvistamenti che hanno coinvolto anche l'isola britannica.Fatto sta che la piccola cittadina Texana è di nuovo al centro dell'attenzione con un recente avvistamento di più testimoni, che questa volta a differenza di quello avvenuto in gennaio, confermato però dall'analisi dei tracciati radar ufficiali, avrebbe anche il supporto delle prove video.A dare la notizia anche questa volta la meticolosa CNN, che ha raccolto le testimonianze e il video di Andy Monreal che ha potuto osservare e filmare l'oggetto con i suoi amici studenti di scuola superiore."Potevi vedere chiaramente la forma ovale. Ho chiamato immediatamente i miei amici. Era come un cerchio completo."Andy è riuscito a girare un video di mezzo minuto con la macchinetta digitale della madre. Anche il padre e la madre di Andy hanno assistito al fenomeno e hanno commentato di non aver mai visto nulla di simile in tutta la sua vita "Aveva grandi luci e tutto il resto.""Era rotondo. Si potevano vedere chiaramente le luci intorno che lampeggiavano e cambiavano. Era incredibile. Girava e lampeggiava."Anche questa volta numerosi testimoni oculari hanno contattato la testata locale.Il reporter Whitney Ashley, fa sapere che molte persone che hanno anche assistito all'evento, non vogliono parlare pubblicamente, come addirittura alcuni dipendenti del giornale stesso, memori evidentemente di quanto successo nell'episodio di gennaio."Ho almeno 10 segnalazioni al momento." conferma la reporter."Anche l'ufficio dello sceriffo nella parte sud della Contea di Erath ha ricevuto molte chiamate."La base di Forth Worth anche questa volta, forse con meno impaccio data l'esperienza precedente, si affretta a dichiarare che c'erano sette F-16 impegnati in quell'area.Diversi testimoni hanno confermato infatti di aver visto i caccia, ma dopo aver visto anche lo strano oggetto lampeggiante.
fonte: http://www.ufologia.net

Ufo, dagli archivi inglesi nuove scottanti verità

Visibili gli x-files di Londra: anche un pilota aereo italiano nel 1991 segnalò di essere stato avvicinato in volo da alieni
Per la seconda volta dall'inizio del 2008, gli Archivi nazionali britannici hanno pubblicato sul web una nuova lista di avvistamenti di Ufo tra il 1986 al 1992. Nell'elenco figura anche l'avvistamento, nell'aprile 1991, di un oggetto simile a un missile, da parte di un pilota italiano che ha confessato di averlo visto passare sopra la sua casa. Nei primi sette mesi del 2008, le autorità britanniche hanno ricevuto almeno 150 segnalazioni di oggetti volanti non identificati". Una vera e propria "invasione aliena" che non ha precedenti, supportata da filmati, fotografie e testimonianze d'ogni genere che riempiono le pagine dei giornali e i siti web. Già nel mese di maggio gli Archivi nazionali avevano tirato fuori circa mille pagine di documenti ufficiali, in ottemperanza al Freedom of information act, su avvistamenti o presunti tali di strani oggetti volanti. Il ministero della Difesa di Londra, che ha ricevuto le segnalazioni, non ha mai voluto sbilanciarsi. Ma molti avvistamenti di oggetti volanti e inspiegabili luci notturne, spesso accompagnati da foto e video, hanno come origine proprio personale militare, piloti compresi.L'avvistamento tutto italianoIl ministero della Difesa britannico ha reso pubblico che il 21 aprile del 1991, il comandante di un volo Alitalia, partito da Milano verso l'aeroporto londinese di Heathrow, comunicò di aver visto un Ufo. Il caso venne archiviato come "avvistamento-Ufo". Questo è solo uno dei 19 'X-files', raccolti tra il 1986 e il 1992, contenuti nel dossier pubblicato dall'Archivio Nazionale sul proprio sito-web. Secondo il rapporto, Achille Zaghetti (il comandante del volo Milano-Heathrow) avvistò un oggetto non identificato a qualche centinaio di metri di distanza richiamando l'attenzione del suo copilota dicendogli: "Guarda, Guarda!". "Subito dopo - spiegò Zaghetti nel '91 - l'oggetto ci ha sorpassati e ho chiesto all'operatore Acc, area centro di controllo, se aveva visto anche lui qualcosa sul suo schermo e lui mi ha risposto che aveva visto un oggetto non identificato 10 miglia marine sotto di noi". In quei giorni una tv locale pubblicò la testimonianza di un 14enne che aveva avvistato la stessa notte una specie di missile. Le indagini dei radar dimostrarono che il caso non fu classificato come missile da crociera, ma come Ufo: quella notte non venne riscontrata alcuna attività militare.
fonte: http://notizie.alice.it

L'ULTIMO VOLO TRA LE STELLE: Triangolo maledetto e ipotesi UFO

1945: cinque aerei Grumman TBM Avenger svaniscono nel Triangolo delle Bermude. Nel 1969, l’Apollo 11 fotografa in orbita un oggetto, coperto di ghiaccio, simile a un Avenger.
Nell’Agosto 1985 il ricercatore indipendente americano Wesley Bateman analizzò una serie di foto prese dall’equipaggio dell’Apollo 11 durante il suo viaggio verso la Luna il 16 Luglio 1969. Una delle immagini, ripresa appena fuori dall’orbita terrestre, a 6.500 miglia di altitudine, classificata dalla NASA con la sigla AS-11-36-5319, evidenziava la presenza di un corpo anomalo, di colore bianco. La forma frastagliata dell’oggetto rammentava il profilo di un aereo che, dopo diversi raffronti, Bateman giudicò associabile a quella di un Grumman TBM Avenger, lo stesso tipo di aerei componenti la squadriglia 19 dispersa nel Triangolo delle Bermude il 5 Dicembre 1945. Secondo Bateman, la forma indistinta e il colore biancastro derivavano dal fatto che l’aereo sarebbe stato avvolto da una spessa coltre di ghiaccio, mantenutasi tale negli anni (a temperature spaziali, di centinaia di gradi sotto lo zero). Lo testimonierebbe, altresì, il fatto che il muso dell’aereo punta verso terra, cosa logica visto che quella sezione contiene il motore e quindi, avendo massa maggiore, viene attratta dalla gravità terrestre.Armstrong, Collins e Aldrin stimarono la lunghezza dell’oggetto sconosciuto da loro avvistato e fotografato in circa 12 metri, pressappoco quanto un Avenger (12 metri e 20 cm). La NASA quindi corresse il tiro, dichiarando che l’oggetto in questione era un pezzo di materiale, proveniente dallo stesso Apollo 11, lungo però soltanto 25 centimetri. Secondo Bateman, "la NASA offende pubblicamente l’intelligenza dei propri astronauti, dichiarando che questi piloti super addestrati non sono in grado di distinguere un oggetto di 25 cm da uno di 12 metri". Pur ridicola, questa rimane ancora la spiegazione ufficiale della NASA. Ma come era finito quell’Avenger nello spazio, avvolto dal ghiaccio?
Il volo degli Avengers
I cinque Avengers TBM della Marina statunitense erano decollati dalla stazione aeronavale di Fort Lauderdale (Florida) per una normale missione di addestramento. Il piano di volo prevedeva che si dirigessero verso est per 257 Km, e poi rientrassero alla base. L’equipaggio era costituito da cinque ufficiali piloti e nove avieri, due per ogni velivolo, tutti esperti. Alla missione, quel giorno, non prese parte il caporale dei Marines Allan Kosnar, il quale chiese di essere dispensato per via di una brutta premonizione. Gli aerei erano autosiluranti Grumman TBM-3 Avenger, capaci di un’autonomia di 1600 chilometri. Alle due del pomeriggio la squadriglia era già in volo, e tutto sembrava tranquillo. Poi, verso le 3.15 pm, il capo squadriglia, tenente Charles Taylor, fece un’insolita comunicazione.
Taylor: "Chiamo la torre di controllo. Circostanze critiche. Sembra che ci troviamo fuori rotta. Non riusciamo a vedere la terra... Ripeto... Non riusciamo a vedere la terra".
Torre: "Qual è la vostra posizione?"
Taylor: "Non siamo sicuri della nostra posizione. Non riusciamo a capire dove siamo veramente... Sembra che ci siamo smarriti".
Torre: "Si diriga a ovest."
Taylor: "Non sappiamo neanche dove sia l’ovest! Qui non funziona più niente... Strano... Non possiamo accertare nessuna direzione... Il Sole... non sembra a posto! Perfino l’oceano non appare come dovrebbe essere..".
Alle 3,30 circa il capo istruttore dei piloti di Fort Lauderdale captò con la sua radio un messaggio di Powers, uno degli allievi piloti, che voleva chiarimenti sulla lettura della sua bussola. "Non so dove ci troviamo, credo che ci siamo smarriti dopo l’ultima virata". L’istruttore capo riuscì a mettersi in contatto con l’istruttore della Squadriglia 19, il cui rapporto fu altrettanto sconfortante: "Le mie due bussole sono fuori uso. Sto cercando di localizzare Fort Lauderdale. Sono sicuro di essere sopra le Florida Keys, ma non so a quale quota...". Da terra gli venne detto di dirigersi verso nord e di mantenere la rotta fino a raggiungere la base di Fort Lauderdale. Non ci fu tempo di eseguire l’ordine, perché l’istruttore della squadriglia disse: "Siamo appena passati sopra una piccola isola... Nessun altra terra in vista". Vale a dire che non stavano volando sopra le Keys, e che avevano perso l’orientamento. Disturbi nelle trasmissioni resero sempre più difficile captare la Squadriglia 19. Gli Avengers non potevano più sentire i messaggi provenienti dalla torre, mentre da terra si udivano ancora le conversazioni dei piloti. Alcuni messaggi facevano cenno a fortissimi venti a 120 Km orari. Poi tutte le bussole girostatiche e magnetiche degli aerei impazzirono, ognuna dava indicazioni diverse. Fra i velivoli inviati subito nella zona c’era, in particolare, un idrovolante bimotore Martin Mariner, decollato dalla base di Banana River con 13 persone di equipaggio.
Il destino del Martin Mariner
Alle quattro del pomeriggio la torre di controllo venne a sapere che il tenente pilota Taylor aveva sorprendentemente ceduto il comando al capitano Stiver, pilota dei Marines, che trasmise un messaggio confuso: "Non siamo certi dove ci troviamo... Pensiamo di essere a 364 Km a nord-est della base... Dobbiamo essere passati sopra la Florida e trovarci nel Golfo del Messico". Successivamente, alla luce di una prima ricostruzione dei fatti, si comprese che il comandante della squadriglia aveva deciso di compiere una virata di 180°, nel tentativo di tornare verso la Florida, ma nel corso della manovra la trasmissione radio divenne più debole, segno che gli aerei erano fuori rotta. Si dice che le ultime parole provenienti dalla Squadriglia 19 furono: "Stiamo entrando nell’acqua bianca... Siamo completamente smarriti...". Pochi minuti dopo la torre ricevette il messaggio del tenente Come, uno degli ufficiali del Martin Mariner, presumibilmente dalla stessa zona dove erano segnalati gli Avengers. Come parlò di forti venti al di sopra dei 1.800 metri. Questo fu l’ultimo contatto con il Martin Mariner e i suoi 13 uomini di equipaggio. Venne diffusa poco dopo una comunicazione urgente, rivolta a tutte le unità di soccorso: gli aerei scomparsi non erano più cinque, ma sei. Non ci furono altri messaggi dalla Squadriglia 19, o dal Martin Mariner. Da notare, però, che poco dopo le 7.00 pm, la stazione aeronavale di Opa-Locka, a Miami, captò un messaggio: "FT... FT...". Questo segnale poteva riferirsi alle lettere d’identificazione degli Avengers, siglati FT-27, FT-28, ecc. Ora, se il messaggio proveniva davvero dalla Squadriglia 19, fu recepito quando il carburante avrebbe dovuto essere già terminato da due ore. Nonostante l’imponente ricerca condotta da unità aeronavali - 240 aeroplani, 67 veivoli della portaerei Solomons, quattro cacciatorpedinieri, numerosi sottomarini, 18 vedette della Guardia Costiera, centinaia fra aeroplani e natanti privati, altri PBMs della stazione di Banana River e unità della RAF e della Royal Navy Britannica di stanza alle Bahamas - fu tutto inutile. Eppure si coprì una media quotidiana di 167 voli, dall’alba al tramonto, da una quota di circa 90 metri, un’ispezione che coprì 985 Km quadrati di terra e mare, fra l’Atlantico, il Mar dei Caraibi, parte del Golfo del Messico, la Florida, per un totale di 4.100 ore di volo. Nulla. Né rottami, né cadaveri o chiazze di carburante. Corse voce che un aereo commerciale avesse visto un bagliore rosso sopra la terra nel giorno della scomparsa, forse l’esplosione del Martin Mariner, ma l’ipotesi venne poi smentita. E non giunse mai alcun messaggio di SOS dalla Squadriglia 19, né dal Martin Mariner. I bombardieri Grumman Avenger, dotati di zattere di salvataggio, erano strutturati in modo da poter galleggiare anche un minuto e mezzo, in caso di ammaraggio forzato o caduta in mare. In più, l’equipaggio era addestrato ad abbandonare il velivolo in 60 secondi.Fattori, questi che contribuirono a rendere ancora più inesplicabile il doppio incidente.
"Esseri provenienti dallo spazio..."
La commissione d’inchiesta costituita per indagare sul caso non fu neppure in grado di formulare una congettura pallidamente valida. Uno dei suoi componenti dichiarò: "È come se fossero volati verso Marte!" Il dottor Manson Valentine, noto scienziato di Miami, si espresse così: "Loro (gli uomini della squadriglia) sono ancora qui, ma in una dimensione diversa. Forse si tratta di un fenomeno magnetico provocato da un UFO". La madre di uno dei piloti dispersi disse di avere l’impressione che suo figlio fosse "ancora vivo in qualche punto dello spazio". Forse sapeva qualcosa di preciso a riguardo, ma non lo rivelò. Il comandante R. H. Wirshing, all’epoca ufficiale istruttore di Fort Lauderdale, ritiene che l’espressione "sparire", usata dalla stessa commissione, rivestisse una notevole importanza, in quanto non è mai stato dimostrato che gli uomini siano davvero deceduti. E nel 1974 lo scrittore e giornalista Art Ford - in base a notizia fornitagli da un radioamatore che avrebbe captato un messaggio di Taylor - dichiarò che durante il volo il caposquadriglia pronunciò le seguenti parole: "Non seguitemi... sembrano esseri provenienti dallo spazio". Frase sibillina, che sembrò trovare parziale conferma quando Ford, nel corso di una sua personale indagine, venne in possesso di documenti riservati, fra cui una copia dei messaggi intercorsi fra l’aeroplano di Taylor e la torre. In essi risultava le parole "Non seguitemi...", simili a quelle riportate dal radioamatore. La cosa più significativa è che tale frase, apparentemente insignificante, fu tenuta nascosta dai militari per 29 anni!
Un fantasma di ghiaccio
Un fantascientifico scenario prospettato da Bateman prevede che gli Avengers non fossero in normale missione di addestramento, ma che dovessero allenarsi al lancio di cariche di profondità anti sommergibile. Una carica avrebbe colpito incidentalmente un USO o una fortezza subacquea aliena, incidente interpretato come una "aggressione" da parte degli alieni, che si sarebbero allontanati a tutta velocità puntando verso lo spazio aperto, risucchiando in orbita involontariamente (o intenzionalmente) la Squadriglia 19. Secondo Bateman, il vortice generato dal campo propulsivo degli UFO avrebbe sollevato un enorme colonna d’acqua che avrebbe avvolto gli Avengers. Fantascienza, eppure l’ultimo messaggio ricevuto diceva: "Stiamo entrando nell’acqua bianca... Siamo completamente smarriti...".
Portali dimensionali
All’ipotesi di Bateman si aggiungono altre congetture sulle sparizioni, causate da UFO e alieni, fra cui quella formulata dal medium e guaritore Edgar Cayce, deceduto nel 1944. Cayce previde con decenni di anticipo invenzioni come TV, laser, voli spaziali ed energia nucleare, ed ebbe spesso visioni sul passato remoto della Terra, nelle quali vide gli antichi abitanti di Atlantide (forse alieni?) usare enormi cristalli come sorgente di energia proprio nell’area di Bimini, luogo dove in seguito si verificarono molte sparizioni. In effetti esseri extraterrestri vennero visti spesso impiegare dei cristalli: l’EBE incontrato dal nonno dal nativo americano Robert Morning Sky ne usava uno per comunicare, mentre il colonnello Steve Wilson vide una donna ET di tipo nordico usare un cristallo come oloproiettore nell’Area 51. Come poteva Cayce immaginare tutto ciò negli anni ‘30?Potremmo ipotizzare che nelle Bermude si trovi una struttura subacquea aliena atta ad aprire varchi dimensionali, forse per garantire agli UFO un accesso rapido verso le stelle. I drammatici messaggi radio dei piloti scomparsi descrivevano condizioni meteo e fenomeni atmosferici inusuali: e se involontariamente avessero attraversato un portale dimensionale, ritrovandosi su un altro pianeta? Forse, fin quando il portale rimase aperto, le onde radio raggiunsero la torre di controllo ma, una volta richiuso, le trasmissioni si interruppero. Viene da chiedersi se questo antico meccanismo - un vero Stargate - sia rimasto attivo fin dai tempi di Atlantide, o invece non indichi la presenza di attività extraterrestri recenti? Ripensando alle parole del tenente Taylor "sembrano esseri provenienti dallo spazio" e alle luci rosse viste da un mercantile nei cieli delle Bermude, la seconda ipotesi sembra la più probabile
Ipotesi,solo ipotesi
Nel Triangolo maledetto si è persa ogni traccia di grandi navi, come la Marine Sulphur Queen, lunga 130 metri, o lo statunitense Cyclops di 19.000 tonnellate con 309 effettivi a bordo... e altre sono state ritrovate incagliate o alla deriva, con gli equipaggi volatilizzati. L’incidente più famoso coinvolse la Squadriglia 19 e il Martin Mariner partito in loro soccorso, il primo accaduto ad aerei nell’era moderna. Poi, altre sparizioni, numerose e ben documentate, dal C-54 svanito nel Luglio 1947 al quadrimotore Tudor IV Star Tiger scomparso il 29 Gennaio 1949 con 31 persone a bordo. Anche il gemello dello Star Tiger, lo Star Ariel, svanì in prossimità delle coste giamaicane il 17 Gennaio 1949, così come un Super Costellation della Marina USA nel 1954, l’idrovolante Martin Marlin P5M dell’USAF nel Novembre 1956 e l’aerocisterna KB-50 l’otto Gennaio 1962. Su tutte le sparizioni sono state formulate le ipotesi più fantasiose: ondate di marea provocate da terremoti, meteoriti che colpivano gli aeromobili in volo, attacchi di mostri marini, deformazioni dimensionali, vortici elettromagnetici, nonché cattura da parte di UFO o USO. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi di esplosioni di bolle di metano sottomarine, ma anche in questo caso l’improbabilità è elevata.
fonte: http://www.edicolaweb.net

Un presunto USO ripreso in Argentina?

Questo video di un presunto UFO/USO (Unidentified Submerged Object ) e' stato ripreso il 15 Settembre 2008 a Rio De La Plata vicino a Buenos Aires, Argentina.

Gli USO in breve
Il termine U.S.O sigla che in inglese significa Unidentified Submerged Object o Unidentified Submarine Object, in italiano O.S.N.I oggetto sottomarino o sommerso, non identificato indica un'altra tipologia di UFO.
Gli U.S.O sono descritti come velivoli composti di materiale metallico a forma discoidale, sigariforme o sferica o semplicemente sono descritti come luci, avvistati in mare aperto nelle vicinanze di imbarcazioni dai piloti di aerei o elicotteri, da bagnanti.
Testimoni affermano di aver visto veicoli sconosciuti uscire (splash-up) o entrare nell'acqua(splashdown) e sparire nel cielo, altri testimoni affermano di aver visto sotto il pelo dell'acqua un U.S.O., altri testimoni invece affermano di aver assistito alla formazione di colonne d'acqua alte fino a 300 metri in presenza di mare calmo.
Le dimensioni degli Uso sono svariate e talvolta sono descritti come oggetti di dimensioni notevoli che effettuano manovre a ziz_zag, o comunque impossibili da realizzare da parte dei mezzi conosciuti, non emettono alcun suono e non provocanoonde nell'acqua al loro passaggio talvolta a velocità elevate.
Gli avvistamenti di Uso sono meno frequenti di quelle di Ufo ma non per questo di minore importanza nel campo dell'ufologia che si occupa anche di questi fenomeni con un altro nome: Usologia.
Il 24 novembre 1972 vi è il primo avvistamento di un oggetto sottomarino non identificato identificato da una flotta norvegese nel fiordo di Sogne che fu denominato U.S.O. termine che è giunto fino ai giorni nostri.
Talvolta gli Uso sono stati avvistati anche in laghi e fiumi.
Nel 1978 In Italia nel mare Adriatico vi furono numerosi avvistamenti di Uso.
fonte: http://www.baab.it/digdug/index.php (centro ricerche ufo liguria)

Gli oggetti ripresi a Kumburgaz sono UFO's?

L' UFO avvistato a Kumburgaz,in Turchia,ha fatto molto discutere in tutto il mondo. Quasi una dozzina di residenti in quelle zone notarono l'oggetto ripreso da una guardia notturna di nome Yalcin Yalman. Il Sirius UFO Space Sciences Research Center,studiò il video in modo molto dettagliato per dieci giorni.Secondo tale centro,il video mostrava un UFO autentico,non rilevando alcuna contraffazione. Tali risultati fecero il giro del mondo,suscitando interesse e perplessità. Il Prof. Adnan Öktem del Dipartimento di Astronomia di Instabul,assieme al Prof. Mehmet Emin Ozel del Dipartimento di Fisica e il Prof. Kerem Doksat del Dipartimento di Psichiatria,sostenne che l'oggetto ripreso a Kumburgaz era un falso realizzato con un software di Computer Graphics,senza nemmeno analizzare il video originale,che però voleva avere per poi farlo analizzare dal TUBITAK,un istituto scientifico di propietà dello Stato,altamente affidabile ed influente. Saputo di ciò,Haktan Akdogan del Sirius UFO Space Sciences Center,glielo fece avere.Il Prof. Öktem,di conseguenza,consegnò il video agli scienziati del TUBITAK. Sicuramente per molti il caso si sarebbe chiuso senza alcun seguito,se non negativo. Invece sembrerebbe che qualcosa di interessante stia davvero emergendo a riguardo.
Infatti,il TUBITAK,a seguito di approfondite analisi,ha dichiarato,con un rapporto ufficiale,che gli oggetti presenti nel filmato hanno una propia struttura fatta di un materiale specifico,sicuramente non realizzata con qualche software di computer grafica o altri "effetti speciali".Inoltre,sempre secondo l'istituto,gli oggetti non rientrerebbero strutturalmente in nessuna categoria "convenzionale" o "naturale" (ad esempio aerei,elicotteri,meteore,Venere,Marte,palle di fuoco,lanterne cinesi,satelliti..).
Ma come mai si parla di "oggetti" e non di uno solo come sembrava di vedere nel video? Da un'analisi dettagliata del filmato è emerso che tre diversi oggetti sono stati catturati allo stesso tempo in diversi fotogrammi che non erano visibili ai testimoni durante il tempo di registrazione. Secondo Haktan Akdogan,dunque,non c'è alcun dubbio: il video ritrare un UFO autentico. Peccato solo che il filmato non sia completamente chiaro e,soprattutto,non presenta punti di riferimento stabili,utili per poter avere un' "inquadratura" migliore dell'oggeto nello spazio.

L'Incontro di Aarno Heinonen e Esko Viljo

Il 7 gennaio 1970,un Mercoledì,alle 4.45 pm ad Imjärvi,a 15 km NW di Heinola nel sud della Finlandia,il boscaiolo Aarno Heinonen,di 36 anni e l' agricoltore Esko Viljo di 38 anni,entrambi sciatori,stavano facendo una pausa in una radura.Era il tramonto,e nel cielo erano visibili poche stelle.Faceva molto freddo (-17 gradi celsius).I due stettero nella radura per circa 5 minuti,quando sentirono un debole suono simile ad un ronzio.La loro attenzione fu subito rivolta ad una luce molto forte che si stava muovendo nel cielo.Sembrava avvicinarsi.Il ronzio si fece più forte.Ad un certo punto la luce si fermò,ed essi poterono scorgere una nube rosso-grigia e luminosa,dove nella parte superiore uscivano sbuffi di fumo.Mentre i due uomini stavano continuando ad osservare lo strano evento,la nube si portò verso il basso,ad un livello inferiore ai 15 m.Poterono notare così ciò che si trovava al suo interno: un oggetto rotondo,piatto nella parte inferiore,di aspetto metallico e di circa 3 metri di diametro.Raccontò Heinonen: "la nave era completamente rotonda.Quando venne obliquamente in giù verso di noi vedemmo che aveva una cupola sul lato superiore.Lungo il bordo inferiore vi era una parte rialzata in cui vi erano tre sfere o cupole equidistanti dal centro del fondo,dove vi era proiettato un tubo di circa 25 centrimetri di diametro,da cui improvvisamente uscì un intenso fascio di luce".
Subito dopo,Heinonen e Viljo,videro una strana creatura in piedi nel mezzo del fascio di luce con una scatola nera nelle sue mani.Da un'apertura della scatola usciva una luce gialla pulsante.L'essere era alto circa 90 centimetri ed aveva gambe e braccia molto sottili.Il suo volto era pallido,aveva un naso molto strano,simile ad un gancio ed aveva orecchie molto piccole.Indossava una sorta di tuta di un materiale verde luminoso.Ai piedi aveva stivali di colore verde scuro,che si estendevano al di sopra del ginocchio,mentre alle mani aveva dei guanti bianchi lunghi fino ai gomiti,e le dita erano piegate come artigli intorno alla scatola nera.
Improvvisamente si girò e diresse l'apertura della scatola verso Heinonen: la luce pulsante era molto brillante e quasi accecante.Improvvisamente una nebbia rosso-grigia venne giù dall'oggetto e Heinonen venne colpito da diverse scintille di colore rosso,verde e viola.Intanto la nebbia rossa si addensò,nascondendo così la creatura.Subito dopo il fascio di luce venne risucchiato nell'apertura della nave che sparì assieme alla nebbia.
I due stettero lì per circa tre minuti e poco a poco Heinonen avvertì un senso di torpore in tutto il suo lato destro.Cercò di avanzare lentamente,ma la sua gamba destra non resse e cadde sulla neve.La sua gamba destra,a dire del testimone,era stata più esposta alla luce emanata da quell'oggetto.Viljo dovette così aiutare il suo amico a portarlo a casa sua.Quando arrivarono,la madre di Heinonen notò la condizione di suo figlio e il volto rosso e gonfio di Viljo.Heinonen cominciava a sentirsi male: dolori alla schiena e alle articolazioni,senso di nausea e vomito e le sue urine si presentavano scure,quasi nere.Questo continuò per un paio di mesi.Intanto Viljo portò il suo amico dal dottor Kajanoja,in una clinica di Heinola a circa un'ora di distanza.Il medico gli prescrisse sonniferi e sedativi,dicendogli che i sintomi sarebbero scomparsi entro 10 giorni.Ma continuarono,e Heinonen non potè lavorare.Disse Viljo che molte persone che si recarono successivamente sul posto dell'incontro si sentirono male nei giorni seguenti.Questa la relazione del dottor Pauli Kajanoja: "Penso che gli uomini hanno subito un grande shock.Viljo era molto rosso in viso e sembrava un pò gonfio.Entrambi sembravano distratti.Parlavano rapidamente.Non riuscivo a trovare niente di clinicamente sbagliato con Heinonen.Egli non si sentiva bene,ma quello poteva essere la reazione del suo stomaco alla scossa.I sintomi che lui ha descritto sono simili a quelli avvertiti dopo un'esposizione alla radioattività.Per quanto riguarda le urine nere,sembra inspiegabile.Entrambi gli uomini sembravano sinceri,ed io non penso che loro avevano inventato la cosa.Sono sicuro che loro erano in uno stato di shock quando vennero da me; qualche cosa li ha dovuti spaventare". Una strana cosa accadde nel giugno del 1970,quando i due testimoni rivisitarono il luogo dell'incontro insieme ad un giornalista svedese,un fotografo ed un interprete: le mani dei tre uomini diventarono improvvisamente rosse e Heinonen dovette lasciare il luogo con un forte mal di testa.
CONFERME
Nello stesso giorno e nello stesso momento in cui i due sciatori vivevano la strana esperienza,altre due persone videro una luce brillante nel cielo.La moglie di un coltivatore,Elna Siitari,in Paistjarvi,approssimativamente a 15 km da Imjarvi,era con le sue mucche quando vide una luce strana nella direzione di Imjarvi.In Paaso, a 10 km a nord di Imjarvi, il figlio di una famiglia che viveva in quelle zone,era andato fuori per prendere della legna da ardere quando all'improvviso vide una luce particolare nel cielo.
DICHIARAZIONE DEGLI ESPERTI
Secondo Matti Tuuri,professore di elettro-fisica presso l'Università di Helsinki,non si può escludere che le lesioni potrebbero essere state causate da radiazioni elettriche.Ma,dato che secondo i testimoni la luce che li colpì non era bluastra,sicuramente non si trattavano di raggi ultravioletti.Inoltre non avrebbe penetrato gli indumenti.All'Istituto di ricerca di alta tensione dell'Università di Uppsala non pensano che il fenomeno sia legato ad alcun genere di elettricità atmosferica.
I DUBBI
Dopo quell'incontro,Heinonen affermò di essere in contatto con un essere di sesso femminile,dalla descrizione simile ai "venusiani" di Adamski.Inoltre disse di aver visto insieme a lei altri esseri.Un ufologo svedese,Liljegren,sottolineò come Heinonen e Viljo non avessero nessuna prova concreta delle loro esperienze.Heinonen affermò che quando tentava di fotografare la donna spaziale,lei e la sua macchina fotografica misteriosamente scomparivano.Stessa cosa anche per Viljo che,nel cercare di fotografare una luce misteriosa,la sua macchina fotografica balzò stranamente dalla sua mano e la pellicola si bruciò.
Cosa c'è di vero in questa storia? Sono diversi i casi simili,che cominciarono con un interessante incidente e continuarono con eventi dubbiosi.Ma ho sempre pensato che questi non devono mai spegnere nello studioso l'entusiasmo nella ricerca: l'ufologia insegna (e gli studiosi più attenti lo sanno) che anche un caso costellato da dubbiosi "eventi" può nascondere un fondo di verità.

I "tremendi prodigi" sulla Costa Azzurra del 1600

"Ai primi d'Agosto del 1608 avvennero due grandi prodigi: la pioggia di sangue caduta su Nizza ed altre località costiere (della Provenza) e l'apparizione in cielo di due uomini, duellanti più volte tra loro. Questi ultimi sono stati osservati per tre giorni, con grande stupore, sull'isola di Martigues, a cinque leghe da Marsiglia." Così si legge su uno dei tanti manoscritti custoditi negli archivi municipali di Nizza,datato 1608 e intitolato "Discorso sui terribili e spaventosi segni sparsi sul mare di Genova",che racconta,appunto,gli strani avvenimenti che accaddero in quel periodo.
Agli inizi del 17° secolo, Nizza, principale porto del Regno Piemontese, viveva un periodo di notevole prosperità. Protetta dal grande castello, la città si era sviluppata grazie al commercio coi paesi vicini. Le case dei ricchi armatori, dai lunghi balconi decorati, dominavano dal molo l'intenso traffico portuale.Sul fare del tramonto del 5 Agosto 1608, gli abitanti di Nizza vedono comparire in cielo tre forme luminose che si muovono molto velocemente, dirigendosi sulla città. Giunte sulla verticale della fortezza, le tre luci si fermano di colpo e scendono lentamente, compiendo evoluzioni, fino ad un metro circa dalla superficie del mare. Stazionando praticamente immobili sopra le onde, i tre oggetti, di forma ovoidale allungata e piatta e sormontati da una specie di pennone (che oggi potremmo chiamare antenna), fanno come ribollire l'acqua, con intensa emissione di vapore color arancio-ocra; il tutto accompagnato da un grande fragore. Ad un tratto, da uno degli ordigni fuoriesce un essere e poi un secondo, di forma vagamente umana, vestiti con una specie di tuta rossa ricoperta di scaglie argentate. Erano macrocefali e, al posto degli occhi, avevano due aperture circolari luminose.Le due entità affondano nell'acqua fino alle anche. Le braccia sostengono in verticale due tubi, raccordati alla vita da cui parte, a mo' di cinturone, un tubo anellato che si collega alla parte posteriore della tuta. Per due ore, in questa serata del 5 agosto 1608, i tre ordigni rimangono pressoché immobili rispetto alle due entità sbucate dall'interno. Verso le ore 22,00 i tre vascelli celesti, dopo aver imbarcato i due esseri, con un rombo indescrivibile ed a gran velocità si dirigono nella notte verso est, diventando in pochi secondi tre puntini luminosi.Interpretando il fenomeno come un avvertimento divino, i nizzardi si riversarono nelle strade della città, sfilando in lunghe processioni religiose fino all'alba del 6 agosto 1608.
Il mattino del 22 Agosto, i tre ordigni venuti dal cielo compaiono a Genova, anche questa volta di fronte al forte della città. I genovesi, già informati di quanto era successo a Nizza 17 giorni prima, reagiscono violentemente. La cittadella scatena un serrato tiro d'artiglieria contro i tre vascelli: 800 palle di cannone sono indirizzate sugli ordigni, ma nessuno dei tre subisce il minimo danno, né. interrompe le proprie evoluzioni. Tuttavia, in questo caso, nessuno tenta di uscire dagli oggetti durante le due ore e mezza in cui il fenomeno si manifesta. Dopo circa un'ora di evoluzioni a pelo d'acqua, uno degli ordigni si stacca bruscamente dal. gruppo e punta sulla città.La popolazione è colta dal panico e si registrano numerosi morti e feriti, alcuni calpestati dalla folla, altri per essere comunque rimasti esposti allo strano vascello. Dopo questa dimostrazione i tre oggetti volanti si riuniscono nuovamente e si dirigono verso est a velocità vertiginosa.
Cinque giorni dopo, il 25 Agosto 1608, nel cielo di Martigues, piccolo villaggio di pescatori situato all'ingresso dello stagno di Berre, appare un altro velivolo, che volteggia per un'ora e mezzo al di sopra delle case. Ne fuoriescono due entità, molto simili a quelle osservate dai nizzardi la sera del 5 Agosto, che si mantengono attorno al vascello e danno l'impressione di sfidarsi a duello nel cielo. È l'ultimo di questi avvistamenti nella regione. La settimana successiva si verificano abbondanti precipitazioni di pioggia rossa come il sangue. La gente considerò come una "vendetta divina" le inquietanti manifestazione osservate durante l'Agosto 1608.L'interpretazione che si potrebbe dare oggi allo strano fenomeno è la seguente: questa regione del sud della Francia è ricca di bauxite. Il vortice d'aria originato dagli ordigni al momento di ripartire potrebbe aver risucchiato polveri di bauxite, che in seguito, inglobate negli alti strati dell'atmosfera dalle nuvole, avrebbero ceduto la propria colorazione rossastra alla pioggia. Per gli abitanti della regione, infatti, il fenomeno è relativamente frequente ed oggi, ormai, non li stupisce più di tanto.
Per quaranta giorni le cappelle, le chiese e le cattedrali di tutta la regione, da Martigues a Genova, vedono giungere enormi folle di pellegrini a pregare, giorno e notte. I credenti ed anche i non credenti si uniscono nella stessa ed intensa preghiera, chiedendo a Dio quel perdono che eviterà loro il ripetersi delle strane e tragiche visioni di cui erano stati attoniti quanto involontari testimoni. A questo punto ognuno di noi avrà certamente formulato una propria interpretazione dei curiosi fenomeni, avvenuti quasi quattro secoli fa sulla splendida "Cote d'Azur".
Guy Tarade,uno studioso francese,nel suo libro "Soucoupes volantes et Civizations d'outre-espace" scrive: «Questa lunga e puntigliosa cronaca conferma che gli eventi l'Agosto 1608 rivestono un'importanza determinante per studio degli UFO del passato. Questo perché non viene i messa in dubbio, l'oggettività degli avvistamenti, in quanto il fragore che accompagnò il passaggio su Genova dei misteriosi ordigni provocò la morte di più persone. Le vibrazioni sonore emanate dagli UFO ricadevano evidentemente in una gamma di frequenza pericolosa per gli esseri umani. Il figlio di Gasparino De Loro ed il fratello di Antonio Bagatello, ad esempio, furono uccisi proprio da quelle terribili onde acustiche, come molte donne della città». E ancora: «La tuta "coperta di scaglie", indossata dai piloti che fluttuavano nel cielo con "propulsori individuali" (i cosiddetti "serpenti volanti"), ricorda incredibilmente quella degli attuali cosmonauti.Un altro fattore attestante la realtà delle manifestazioni visive e sonore è costituito dall'intenso fuoco di artiglieria che l'esercito piemontese sparò per difendere il porto di Nizza da questi misteriosi ordigni anfibi.» A proposito della "pioggia di sangue", l'autore transalpino ha una propria ipotesi, che si discosta alquanto da quella suggerita dal G.E.O.S.:«Si può pensare, quando le "piogge di sangue" caddero dopo tre giorni un po' dappertutto sul litorale, che le manifestazioni a carattere temporalesco, tipicamente stagionali, abbiano incluso delle microparticelle di ossidazione, residuate dal sistema di propulsione degli ordigni stessi».«Cosa si può desumere ancora da una tale descrizione? - si chiede l'esperto francese - Gli UFO che terrorizzarono provenzali e genovesi nel 1608 erano gli stessi che ancora oggi fanno visita, sempre più di frequente, ai nostri cieli?»
documentazione: www.edicolaweb.net

Avvistato UFO in Cina

Il “Chongqing Mornign Post” il 2 Settembre riportava la notizia che un gruppo di oggetti volanti non identificati (UFO) è stato osservato il 31 Agosto, alle ore 07:00 circa pomeridiane, nella conte di Dazu. Gli UFO, che sono stati visti da molti abitanti del villaggio, appaiono molto spesso nel cielo. Un bambino gridò “alieni” e poi corse verso casa per nascondersi. Gli abitanti hanno guardato gli UFO fino alle 10:00 circa pomeridiane e sostengono che non avevano mai visto nulla di simile prima. Liao Yukun, un abitante della città di Jijia (provincia di Dazu), ha visto molte luci nel cielo, mentre era intento a lavorare nel cuo cantiere. Per la prima volta pensò che le luci fossero una specie di “flash” ma poi si rese conto che si muovevano nel cielo, come dischi volanti. “Diversi dischi, mentre volavano nel cielo, avevano rilasciato un fumo bianco dietro di loro”, ha dichiarato Liao. “I dischi erano semitrasparenti, di colore giallo e sono stati visti ad una distanza di circa 500 metri”.”Periodicamente si fermavano a mezz’aria e poi, in seguito, si mettevano a roteare come ruote di giostre”.” Dal mio punto di osservazione sembrava che ruotassero in sintonia”. Liao chiamò anche il suo amico Deng Daiquan, il quale vive a circa cinque chilometri di distanza. Anche Deng vide gli UFO,” a volte ne vedevo uno, a volte più di uno, nello stesso momento”, ha dichiarato Deng. Lo stesso Deng ha chiamato gli altri abitanti del villaggio per uscire dalle abitazioni e vedere gli UFO. Alle ore 09:30 circa, Deng avvistò un brillante piatto avvicinarsi da lontano. Sembrava volare direttamente in un altro UFO. Poi improvvisamente vi fu un’esplosione abbagliante e la sua luce gialla dipinse metà del cielo. E poi improvvisamente il disco scompare dal cielo. Liado descrive come una sorta di banda bianca, che sembrava dividere il cielo in due parti, una parte stellata e una parte coperta, come se in quest’ultima volessero nascondersi alla vista. Mezz’ora più tardi i dischi scomparvero e il cielo tornò alla normalità. Il giorno successivo, la gente parlò di ciò che avevano visto. Alcune persone hanno dichiarato che gli UFO erano extraterrestri, alcuni ritenevano che fossero satelliti, mentre altri hanno affermato che erano palloni o lampade. L’Ufficio di Meteorologia della contea di Dazu ha confermato che nessun pallone meteo fu lanciato quel giorno. Inoltre, persone dei distretti di Nanping e Yongchuan hanno affermato che lo stesso giorno hanno visto gli UFO.
fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com

L'incontro ravvicinato di Antonio Candau

Il 9 dicembre 1962,verso le 21:30,il Sig Antonio Candau stava percorrendo a piedi una strada collinare di Bologna, la Via Codivilla, un vialone alberato, a quell'ora praticamente deserto, quanto a passanti e a traffico. Le condizioni di luminosità erano più che buone, grazie ad un cielo del tutto terso, anche se privo di luna, ed ad una fila costante di lampioni, disposti lungo il tratto in questione. Improvvisamente la sua attenzione fu colta da uno strano sibilo che proveniva dall'interno dell'adiacente parco di San Michele in Bosco. Volto lo sguardo oltre la cancellata, un'incredibile scena si spalancò ai suoi occhi: a circa una decina di metri di distanza un "disco volante", secondo la definizione all'epoca in voga per gli odierni UFO, stava prendendo terra. L'oggetto, dalla classica forma a scodella rovesciata, misurava circa nove metri di diametro, ed era di colore "grigio oro" o "argento bronzato". Numerose luci multicolori, simili a segnali stroboscopici, giravano senza posa, con veloce intermittenza, sulla parte superiore dello scafo. Il disco atterrò, apparentemente senza effetto alcuno, sul terreno e senza muovere il copioso fogliame circostante, fermandosi a circa un metro dal suolo, cosa che fece dedurre al testimone la probabile presenza di strutture di sostegno. Una volta ferma, la "cosa" distava non più di tre o quattro metri dall'osservatore, che pertanto disponeva di un'ottima visuale. Improvvisamente sulla sommità dell'oggetto, una specie di "portello" si aprì lentamente verso il basso, a mo' di ponte levatoio, scoprendo un vano interno emanante una luce chiara, che rivelava il. progressivo delinearsi di due sagome apparentemente di tipo umano: le figure era come se stessero emergendo da una specie di scala interna. Completamente ribaltato verso l'esterno, sino a toccare il suolo, il "portello" rivelò internamente una serie di gradini, sui quali i due esseri presero a scendere. La loro statura misurava circa un metro e 70, indossavano un'aderente tuta gialla, che evidenziava una grossa cintura in corrispondenza della vita; al fianco destro portavano un qualcosa di scuro, ingenuamente ravvisato dal testimone in una "ricetrasmittente". Privi di casco, procedevano affiancati in perfetta sincronia con movenze da automi, e mostravano possedere capelli alquanto corti e scuri, mentre i loro volti erano caratterizzati da "vistosi occhi che brillavano nell'oscurità come quelli dei gatti". Presumibilmente accortesi della presenza del Candau, le entità fecero un simultaneo ed improvviso dietro front e presero a risalire la scaletta. Giunte in cima, il chiarore proveniente dall'interno del disco mise in evidenza il colore olivastro della loro pelle, prima che gradatamente scomparissero dalla visuale del testimone, esattamente come si erano dapprima palesate. Nel frattempo la scala si ritirava mentre il portello cominciava a richiudersi, muovendo dal basso verso l'alto. Prima ancora che la chiusura si fosse completata, il disco volante prese a staccarsi dal suolo, emettendo lo stesso sibilo iniziale precedente l'atterraggio e giunto ad una quota di circa 80-100 metri scomparve, deviando ad angolo retto verso Sud Ovest, al di sopra della collina di San Michele in Bosco.L'intero avvistamento era durato non più di due minuti e mezzo, un lasso di tempo che per quanto irrisorio era stato contraddistinto dalla assenza di ulteriori testimoni e durante il quale non si era verificata alcuna interferenza con gli impianti di illuminazione del posto.Il giorno successivo il Candau passò in rassegna le pagine del quotidiano locale, "Il Resto del Carlino", nella speranza di rintracciare notizie di avvistamenti di dischi volanti, che potessero convalidare la sua storia, ma non trovò riscontro alcuno. Un suo tentativo di confidarsi in proposito con il principale, con il quale aveva ottimi rapporti, ebbe come tutta risposta l'amichevole consiglio di non menzionare ad alcuno tale vicenda. Tornò più volte nei giorni successivi sul luogo dell'avvistamento alla disperata ricerca di riscontri oggettivi del passaggio della "cosa", ma il terreno non evidenziò nulla di particolare ai suoi occhi, al di fuori di un'area nella quale l'erba appariva come schiacciata, cosa che peraltro era possibilmente da attribuirsi a fattori convenzionali. Sentendosi pertanto di fatto solo con se stesso e con il ricordo di quella breve ma straordinaria visione, il Candau scelse per lunghi anni il silenzio: un destino comune a moltissimi altri testimoni.
fonte: www.edicolaweb.net

UFO su Pyramidcam?

Nella piana di Giza in Egitto, di fronte alle Piramidi, è installata una netcam, la netcam è una telecamera professionale della Star Dot con un sensore ccd da 3.1 Mpixel, dotata di zoom e che ha la possibilità di trasmettere direttamente in rete senza l'ausilio di alcun computer. Le immagini trasmesse possono essere di diversi formati,sono piuttosto buone,anche se a volte le condizioni climatiche mettono a dura prova la telecamera; si vedono spesso tempeste di sabbia e molta umidità nell'aria.In abbinamento all'immagine vengono forniti una serie di dati: data, orario compresi i secondi per calcolare anche l'aggiornamento dell'immagine, temperatura, umidità e così via.Si sono spesso viste in giro per la rete diverse di queste immagini ritraenti,oltre che alle piramidi,presunti oggetti volanti non identificati.E' da premettere che quasi sicuramente,molte di questi sono facilmente riconducibili a fenomeni legati alle condizioni climatiche suddette o ad uccelli di passaggio immortalati in quell'istante,creando la famosa "sagoma allungata",traendo così in inganno.Alcune altre di queste immagini,però,meritano sicuramente attenzione.Qui di sotto ve ne è qualcuna:
Queste sono del 23 Marzo 2006.Nella prima immagine si notano due "oggetti":uno tra le due piramidi,meno "solido" e più facilmente spiegabile con l'uccello di passaggio; l'altro,invece,in basso a destra di Khufu,dall'aspetto apparentemente solito ed argenteo.La seconda immagine,catturata solo 47 secondi dopo,presenta un solido oggetto riflettente in alto a destra di Khafre.Interessanti gli ingrandimenti:

Queste altre immagini qui sotto sono del 10 Novembre 2006.Presentano una sagoma ovoidale luminosa sopra le piramidi:
Un ingrandimento:











documentazione: www.pyramidcam.com

Abduction: il caso Antonio La Rubia


Il caso La Rubia venne indagato da una figura storica dell'ufologia brasiliana, Irene Granchi, che in una intervista concessale dal giovane, poche settimane dopo il rapimento e da cui questo racconto è desunto, raccolse tutti i particolari di quella che è da considerarsi una sconcertante vicenda, i cui riscontri obbiettivi sul soggetto e le analogie con altri episodi registrati su scala mondiale, pongono un inquietante interrogativo sulle finalità perseguite in rapporto all'uomo dalle entità che si celano dietro la fenomenologia delle abductions.
Antonio La Rubia all'epoca risiedeva a Paciencia, un borgo a 45 chilometri da Rjo De Janeiro e, per via del suo turno di servizio, era solito alzarsi alle primissime ore del mattino, per incamminarsi alla volta del deposito delle Linee Orientali.Quella mattina del 29 settembre 1977, come consuetudine, dopo una levataccia, era uscito di casa verso le 2,15. Il suo stato d'animo era relativamente disteso, non fosse che per la paura di subire un'aggressione o una rapina, essendo le strade del paese completamente deserte a quell'ora.Poco prima di arrivare alla fermata presso la quale, di norma, l'attendeva il pulmino che l'avrebbe portato in ditta, mentre stava transitando in prossimità della piccola piazza del paese, egli notò che il proprio orologio si era stranamente bloccato; volto lo sguardo in direzione di un campo limitrofo, in buona parte immerso nell'oscurità, scorse improvvisamente la sagoma di un grande oggetto di colore grigio scuro, lì apparentemente parcheggiato, che successivamente descriverà "simile ad un enorme cappello" largo settanta metri.Avvicinatosi per verificare di cosa si trattasse, realizzò che quel presunto "veicolo" era troppo strano per poter anche solo vagamente somigliare all'autobus della Compagnia. Preda di un incontrollabile sconcerto, che rapidamente si stava trasformando in paura, Antonio presagì che quell'inusitato oggetto fosse lì proprio per lui e, d'istinto, cercò di allontanarsi dalla scena di quell'assurdo capolinea. Non aveva mosso che due passi quando una vivissima ed intensa luce blu illuminò a giorno l'intera zona ed il suo corpo d'incanto si bloccò, alla stessa stregua di quanto era capitato al suo orologio, congelandone la fuga.
Prigioniero di un incubo
Accanto ad un palo elettrico, Antonio scorse a pochi metri da lui tre piccole stranissime figure: erano alte circa un metro e mezzo; la loro testa ricordava un pallone da rugby ed era attraversata longitudinalmente da una fila di "specchietti". I loro corpi, tarchiati, presentavano un ampio "torace", dal quale si dipartivano due arti simili alle proboscidi degli elefanti, che si assottigliavano progressivamente in una specie di punta terminale. Una sostanza ruvida, a scaglie, ne ricopriva il tronco, che si arrotondava verso il basso in un'unica gamba, a sua volta terminante in una specie di piattaforma, che ricordava abbastanza certi noti sgabelli."Mi sentivo come inchiodato al suolo e vidi quei due esseri afferrarmi... Intorno regnava il più totale silenzio. Non ricordo come entrai nel disco; mi ci trovai improvvisamente, fluttuante tra due file di una dozzina di quegli esseri, su ogni lato."Antonio si trovava in una specie di corridoio, apparentemente fatto di un materiale simile all'alluminio. Era percorso da un brivido. Rivolto lo sguardo dietro di sé, vide dall'alto allontanarsi il campo che aveva appena lasciato ed ebbe l'impressione che il disco fosse trasparente. D'improvviso si riaccese la luce blu e si ritrovò in una grande stanza circolare."Vidi allora una cinquantina di quegli esseri. Era come se mi sentissi chiuso in una campana di vetro ed avevo l'impressione che essi stessero comunicando tra loro, dato che volgevano l'un l'altro le teste, come per dirsi qualcosa."Antonio, che si era invano dibattuto sino a quel momento incapace di emettere alcun suono, riuscì improvvisamente ad urlare all'indirizzo di quegli esseri: "Chi siete? Cosa volete?"Con sua grande sorpresa le creature caddero tutte al suolo come birilli ed egli attribuì la cosa all'effetto sonoro della sua voce. La luce blu si riaccese, fortissima, accecandolo. Lui continuò affannosamente a dibattersi, sia per la paura, sia perché da quando era entrato nel disco aveva preso ad avvertire difficoltà respiratorie.Ora non sentiva più il proprio respiro, ma recepiva paradossalmente quello delle entità, cosa che lo stupì in quanto le credeva dei robot.L'unica installazione nella grande sala disadorna, oltre lo schermo, era data da una specie di scatola, di circa 15 centimetri di larghezza, posta davanti a lui ed il cui aspetto era vagamente simile ad un pianoforte in miniatura per alcuni tasti disposti su un lato. Lo strano congegno poggiava su due lunghi sostegni e sulla sommità evidenziava una specie di lattina nella quale gli esseri inserivano degli oggetti simili a delle siringhe che essi portavano lungo i fianchi. Ogni volta che essi compivano tale operazione, compariva un'immagine a colori sullo schermo.Ad Antonio vennero mostrate diverse scene che egli così descriverà ad Irene Granchi:
1 - Lui stesso nudo, sdraiato su u tavolo invisibile, le braccia a penzoloni, mentre due esseri lo stanno esaminando, tenendo due lampade blu puntate sul petto; contemporaneamente un terzo essere gli esamina dal retro la testa a mezzo di una lampada che però non emette un fascio di luce, ma rende completamente blu la parte superiore del suo corpo.Questa scena scomparve come una delle entità, avvicinatasi alla scatola, vi introdusse un'altra siringa.
2 - Ancora lui, nudo, in piedi.
3 - Lui, vestito, con la valigetta in mano e l'aspetto nervoso, mentre batte i denti.
4 - Un cavallo ed un carro lungo una strada polverosa; si tratta di un luogo sconosciuto ad Antonio, che però riesce a vedere il carrettiere: indossa un cappello di paglia, ha i piedi nudi e la camicia strappata.
5 - Una sfera arancione e luminosa e lui accanto, in piedi.
6 - Ancora la sfera, stavolta bluastra e con accanto uno degli esseri.
7 - Un cane che tenta disperatamente, bava alla bocca, di afferrare uno degli esseri che sta davanti a lui, senza che riesca a raggiungerlo; quando però il cane abbaia, l'essere si "scioglie" dalla testa ai piedi come un budino.Questo momento della rievocazione, annoterà la Granchi, è particolarmente toccante, in quanto la voce di Antonio subisce un tangibilissimo mutamento emotivo, che prelude alla esposizione di una allucinante seconda parte di tale scena: uno degli esseri si stacca dalla fila procedendo verso di lui, punta la siringa verso il cane, che improvvisamente assume una colorazione blu, per iniziare gradualmente a sciogliersi trasformandosi anch'esso in un informe ammasso gelatinoso.
8 - Uno stabilimento in cui, su tre linee di assemblaggio, vengono costruiti gli UFO, con milioni di analoghe entità robot addette ai lavori, tuttavia sprovviste di utensili.
9 - Un treno di vecchio tipo, malridotto e sprovvisto di finestrini, mentre imbocca una galleria, scomparendo alla sua vista.
10 - Una grande strada affollata di turisti, che gli ricorda la Avenida Presidente Vargas (una delle principali arterie di Rio) intasata dal traffico, al punto tale che tutte le auto sono ferme.
Successivamente nel suo resoconto Antonio tornerà su questa sequenza di immagini, rammentandone una scena riguardante se stesso, con del fumo proveniente dalla sua schiena, ed un'altra, vestito che vomita e si defeca addosso.
Ad un certo punto uno degli esseri si avvicina ad Antonio e, puntatogli una siringa sulla punta del dito medio della mano destra, gli estrae del sangue, riempendo la siringa sino a farla traboccare: fu questo il momento in cui vide un colore diverso dal blu o dal bianco abbacinante dominanti. L'essere quindi puntò la siringa verso un riquadro della parete, tracciando (presumibilmente col sangue) l'enigmatico disegno di tre cerchi tagliati da una "L".Nella sua ricostruzione Antonio preciserà alla Granchi di non sapere quando effettivamente collocare il momento del prelievo ematico, cioè se prima o dopo la carrellata delle inaudite immagini cui era stato sottoposto, riuscendo solo a ricordare che il proprio sequestro aveva avuto termine dopo la scena della grande strada affollata: "proiettato" all'esterno del grande oggetto, era stato "depositato" in una strada posta quasi di fronte alla stazione di -Paciencia.In altri termini egli venne probabilmente teletrasportato nei paraggi di casa sua, a tre o quattro chilometri di distanza. Non gli riuscirà ovviamente di ricostruire come fosse finito da quelle parti: l'unica cosa in lui certa fu che si ritrovò in una strada adiacente alla ferrovia e, guardando verso il basso, realizzò che una di quelle creature era con lui. Rivolto lo sguardo al cielo, vide un "grande pallone scuro" allontanarsi e al tempo stesso si rese conto che l'essere precedentemente accanto a lui era ora scomparso. Si ritrovava fra le mani la sua valigetta, ed era vestito allo stesso modo nel quale era uscito di casa; batteva però i denti per un forte senso di brivido che stava aumentando: esattamente come aveva illustrato la seconda immagine proiettata sullo schermo a bordo del disco.Il suo orologio segnava ancora le 2.20, bloccato nel momento in cui era iniziato il suo allucinante viaggio da quel capolinea maledetto.
I postumi: dolori, paura, insicurezza
Arrivato alla stazione di Paciencia, Antonio chiese l'ora: erano le 2.50 del mattino. Alle 3.10 arrivò l'autobus e Antonio lo prese, arrivando al lavoro in orario.Si sentiva male, nervoso e dolorante, ciò nonostante volle a tutti i costi sobbarcarsi l'intero turno, forse nell'illusione di rimuovere il ricordo della tremenda esperienza. A casa non .volle dire nulla alla moglie e la notte di venerdì fu un vero inferno: la temperatura corporea era sempre più alta, violenti e ripetuti conati di vomito lo colpivano e l'intestino era afflitto da continui problemi d'incontinenza; per ultimo un fortissimo mal di testa prese a tormentarlo per giorni.Gli tornarono alla mente le immagini che aveva visto a bordo dell'UFO, particolarmente quella col fumo che fuoriusciva dalla sua schiena, legata al forte calore che lo pervadeva e nella quale erano stati anticipati i suoi pesanti problemi gastrointestinali contingenti.Il sabato e la domenica questi sintomi si acuirono al punto da costringerlo a casa ed egli cominciò ad avvertire che il proprio corpo letteralmente scottava. Invano la moglie cercò di alleviarne le sofferenze strofinandolo con un po' di alcool. Il bruciore era particolarmente intenso proprio laddove, durante il sequestro, la luce blu gli era stata applicata.Il lunedì si presentò alla Compagnia, dicendo che era intenzionato a licenziarsi per via del suo tormentato stato di salute aggravato da forti difficoltà respiratorie. Come lo videro, i colleghi rimasero sconcertati dal cambiamento radicale che evidenziava il suo aspetto, nel quale non riconoscevano più il giovane sane e robusto da anni ad essi noto, e che ora in volto appariva, come riferirono, "verde come l'erba". Ad essi Antonio chiese di essere "innaffiato d'acqua" perché sentiva il corpo bruciare.Il suo malessere era talmente palese agli occhi del personale medico, da indurre un'infermiera a proporgli la somministrazione di un sedativo, che egli nervosamente rifiutò, lasciando allibiti i presenti: si trattava infatti di un'iniezione!A questo punto cominciava a farsi strada l'idea che egli fosse impazzito e se ne decise il ricovero coatto. Prima tuttavia che Antonio venisse portato in ospedale, lo psicologo della compagnia, il Dr. Neli Carbonell David volle esaminarlo, convincendosi del fatto che il giovane era afflitto solo da inaudite sofferenze fisiche, incomprensibilmente insorte.In ospedale, Antonio cominciò a parlare confusamente di UFO; ciononostante i medici che sulle prime l'avevano creduto folle, convennero in un secondo tempo sulle conclusioni raggiunte dal Dr. Neli, soprattutto quando riscontrarono che la sua temperatura corporea segnava l'incomprensibile ed altissimo indice di 42 gradi centigradi!Inoltre uno dei medici, del Rocha Faria Hospital, evidentemente informato in materia... sentendo i discorsi, sia pur frammentari del giovane, collegati al proprio rapimento, si convinse dell'opportunità di approfondirne il caso, asserendo non fosse il primo del genere che ad essi capitava, ed il cui carattere "estremamente delicato", com'egli lo definì, sarebbe stato del resto confermato da quella sensazione di vuoto che Antonio dopo oltre un mese dal proprio incidente, avrebbe continuato a recepire nel camminare, da lui sintetizzata nel concetto: "era come se galleggiassi su di una nuvola".Intervistando il Dr. Neli, Irene Granchi raccolse la seguente dichiarazione: "Non sono al momento in grado di dire nient'altro che il paziente è molto nervoso. Da un punto di vista clinico il suo stato è alquanto strano, con una temperatura corporea data da indici così variabili. Psicologicamente il suo stato è catastrofico; proverò a sottoporlo ad ulteriori test domani,. ma ritengo egli debba essere tenuto sotto osservazione da parte di un team di medici, in quanto presenta un quadro clinico assolutamente fuori dell'ordinario."Il Dr. Neli riferì inoltre che quando quel lunedì mattina aveva visitato per la prima volta Antonio nel suo ambulatorio, questi piangeva come un bambino ed era in uno stato psicologico pietoso. Ordinatogli di togliersi i vestiti, riscontrò che il suo corpo era letteralmente coperto da eruzioni cutanee. Il giovane aveva un'incredibile sete, in quanto sentiva la gola letteralmente ardergli. Infine il medico confermò che egli aveva effettivamente vomitato per l'intera notte.
Malgrado poco conosciuto, il Caso La Rubia può dirsi un vero prontuario dei tipici tratti ricorrenti in un IR4: un modello esemplare per la sintomatologia che esso evidenzia sul piano fisico e psicologico del soggetto. Quest'ultima, la classica "sindrome da abduction", sintetizzata nella vicenda di Antonio nel mutamento radicale della persona, nello stato confusionale, nella soverchiante paura, nella paresi corporea e nella sensazione di "camminare nel vuoto", è oggi riproposta da una vastissima casistica internazionale, più o meno nota, e da una letteratura specialistica i cui contributi vanno da John Mack a David Jacobs, e da Karla Tumer a Whitley Strieber.
Conclusione
Essendo impossibile trarre delle conclusioni su vicende come quella di La Rubia, o su tante altre analoghe, che indipendentemente dai propri tratti peculiari sono solo tessere sparse di un mosaico il cui significato ci sfugge completamente, o meglio ancora rappresentano la punta di un iceberg dalle dimensioni sconosciute, è forse stimolante al fine di interrogarci circa l'esigenza di un nuovo approccio alla sconcertante ed enigmatica fenomenologia delle abductions e al mistero UFO più in generale, riflettere su quanto scriveva già nel '77 John Keel, riguardo la centralità dell'esperienza del testimone."Abbiamo passato vent'anni cercando una soluzione di tipo semplicistico... La verità è indubbiamente molto, molto più complessa e può risiedere del tutto al di fuori delle scienze riconosciute e quotate. La sola via di scoprirlo è eseguire studi approfonditi su tutto ciò che accade nelle zone soggette a 'flap', e di correlare gli incidenti scoperti in queste zone... non la sconnessa ma scientifica raccolta di rapporti sulle luci in cielo. La gente di tutto il mondo sta entrando in un incubo fantascientifico... Non possiamo più ignorare ciò che è strano o che sembra irrilevante. Qualcuno... o qualcosa... sta attraversando molti muri. E gli ufologi sono così occupati a guardare attraverso i loro telescopi che si sono estraniati dalla realtà, qualunque essa sia. Smettiamo di provare l'esistenza, l'origine, la meccanica degli oggetti. Ci abbiamo giocato per vent'anni e non abbiamo ottenuto niente. È ora di fare uno sforzo concertato per scoprire che cosa succede... Gettate via i vostri inutili moduli e questionari d'avvistamento, con le loro innumerevoli domande sulle dimensioni, velocità e quote di oggetti volanti non identificati! Cercate di scoprire tutto del testimone... e scavate nella sua memoria (ma senza mai fare domande guida che lo portino alla risposta voluta) nella sua fanciullezza. Sarete sorpresi di ciò che ne uscirà. E dopo avere visitato abbastanza zone infestate, la vostra sorpresa si muterà in orrore deprimente. Getterete nella spazzatura i vostri libri di astronomia ed esobiologia e vi ritroverete a considerare e riconsiderare l'intero problema ufologico."
fonte ed approfondimento:www.edicolaweb.net

Filmato un essere?

Una coppia di coniugi di mezz'eta' in Florida che asserisce di essere rapita dagli alieni ha posizionato nella camera da letto una telecamera nascosta per cogliere sul fatto gli Alieni durante le loro visite notturne.Nel filmato viene mostrato un presunto alieno ripreso dalla telecamera.
Si tratta della verità o la solita burla?


fonte: www.centroricercheufoliguria.135.it

L'UFO del Montegrappa

Il 17 giugno 1998 a Paderno del Grappa, nella pedemontana della provincia di Treviso, ebbe luogo un clamoroso avvistamento UFO corroborato da una sequenza di nitide fotografie.I testimoni principali furono Aldo (Edy) Guadagnini, di 34 anni e sua figlia Sonia, di 12 anni.Le altre persone presenti, un bambino di quattro anni, figlio di conoscenti e la moglie di Guadagnini ebbero scarsa possibilità di recepire l'accaduto. Il bambino, infatti, non si era praticamente distolto dai propri giochi e la signora Guadagnini, intenta ad accudire la figlia più piccola, aveva lanciato unicamente solo uno sguardo distratto in direzione dell'oggetto.Nel pomeriggio di quella domenica, alle ore 14.40, Aldo Guadagnini stava osservando, come fa spesso nel tempo libero, con il suo binocolo TENTO 20x60 di fabbricazione sovietica, le montagne prospicienti la propria abitazione, mentre nubi minacciose si affacciavano all'orizzonte."Stavo guardando, - racconta Guadagnini - dal terrazzo posto al Iato nord della mia abitazione, il versante sud del Monte Grappa compreso tra i paesi di Borso e Paderno del Grappa, con il mio binocolo (Mod. TENTO 20x60 di fabbricazione sovietica) quando mia figlia di anni 12 mi chiese se potevo fotografare una mongolfiera che emetteva un riflesso luminoso. Per guardare di che mongolfiera si trattasse ho puntato il binocolo nella direzione segnalata (nord-nord/ovest). Ad un'altezza stimata di circa 200 metri era immobile nel cielo un oggetto di forma circolare con una fascia più scura ben visibile (anch'essa di forma circolare) nella parte inferiore, con al centro una zona apparentemente metallica.Nella parte superiore dell'oggetto era ben visibile il riflesso della luce del Sole".Guadagnini ebbe subito la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di non convenzionale: l'oggetto aveva la forma di due piatti concavi posti specularmente uno sopra l'altro e presentava nella parte inferiore una fascia circolare di colore scuro, con al centro un gettone metallico sporgente, che riprendeva il colore della parte superiore.L'UFO aveva le apparenti dimensioni di una grossa berlina (circa 718 metri di diametro), uno spessore di circa due metri e si librava a circa 200 metri dal terreno con un angolo di circa 40° dal suolo; la distanza dal testimone poteva calcolarsi intorno ai 200-250 metri.Dopo una trentina di secondi di sconcerto, ma anche di attenta osservazione, Guadagnini posò il binocolo e corse a prendere la propria macchina fotografica, che aveva un rullino già sfruttato in parte con istantanee scattate alla figlia dodicenne.La macchina in questione è una reflex CANON EOS 5, con controllo visivo della profondità di campo, abbinata ad un obiettivo CANON 50 mm. F 1.8 EF HSM e munita di pellicola KODAK da 100 ASA."L'oggetto - continuò il testimone- iniziava lentamente a spostarsi verso nord-est dopo essersi awicinato un po'. Riallontanandosi ha ripreso il suo volo verso nord-est a velocità più sostenuta (non ho udito nessun tipo di rumore che potesse far pensare a dei motori usati per la propulsione). Lo strano velivolo si è rifermato in direzione del Monte Tomba per circa 10 secondi, poi, con uno spostamento laterale notevole di circa 300 metri mi è quasi sparito sotto gli occhi. Bloccatosi di colpo (sempre nella direzione nord-est), dopo circa cinque secondi di immobilità, si è proiettato verso l'alto ad una velocità incredibile e in pochi attimi è sparito alla mia vista".Aldo Guadagnini incominciò a scattare una serie di dodici fotogrammi in sequenza dei quali due praticamente identici, dato che aveva schiacciato il pulsante in tempi troppo ravvicinati. Dalle immagini si può notare l'oggetto in movimento e la sua forma in diverse angolazioni prospettiche.Durante tutte le sue evoluzioni, l'oggetto non produsse alcun suono e non creò alcuna visibile perturbazione nell'aria circostante; il testimone ebbe la sensazione che tutti i rumori di sottofondo della natura si fossero come annullati fino alla completa scomparsa dell'oggetto.
Secondo Guadagnini l'UFO dava tutta l'impressione di voler monitorare il terreno sottostante, come per cercare un valido punto di atterraggio. Per tutta la durata del periodo di evoluzione, sconcertante era il senso di potenza, e capacità tecnologica che l'oggetto emanava.Per Guadagnini, meccanico di professione, abituato a lavorare con motori e materiali di un certo contenuto tecnologico, mai una macchina terrestre avrebbe potuto librarsi immobile in aria per poi eseguire improvvisamente un Demat-Mat senza sconvolgere la propria struttura e creare danni fisici agli eventuali occupanti a bordo. Da attento osservatore del cielo, Guadagnini è abituato a riconoscere gli oggetti convenzionali che, tra l'altro, passano di frequente nel corridoio aereo sulla sua abitazione: una cosa simile non l'aveva mai vista.Stando sempre alle parole del testimone, la superficie dell'UFO appariva costituita da una sorta di metallo satinato che si avvicinava molto nella tonalità cromatica a quello delle comuni posate da cucina. Guadagnini ebbe la sensazione che tale effetto metallico rendesse il riflesso del Sole sull'oggetto poco nitido e definito, anzi quasi diafano e tremolante. In via del tutto ipotetica possiamo pensare che l'oggetto, in alcuni momenti stesse vibrando, oppure che fosse dotato di un campo di forza legato al suo sistema di sostentamento a propulsione, in grado di riflettere la luce, modificando l'angolo di incidenza e creando così un effetto di tremolio.
Le fotografie mostranti l'oggetto furono analizzate mediante filtri computerizzati,visionando e scansionando i negativi originali.Gianfranco Lollino su "Notiziario UFO" n. 21 dell'Ottobre 1998,scrive: "Il materiale fotografico inviatomi dal dottor Maurizio Caruso, del CUN di Treviso, riguardante la ripresa di un UFO apparso al signor Guadagnini e sua figlia il 7 giugno 1998, rappresenta senza dubbio una delle sequenze più nitide e significative di un disco diurno, mai analizzate a tutt'oggi sia dal CUN che da altri organismi ufologici stranieri.Alcune circostanze hanno certamente giocato a favore del testimone: La fotocamera sofisticata, una EOS 5, l'illuminazione del sole a circa 60° di altezza sull'orizzonte e la prontezza nella ripresa fanno di questo caso un documento visivo importantissimo, anche in considerazione del fatto che, come raramente accade, abbiamo potuto visionare e scansionare i negativi originali e questo grazie alla sensibilità e generosità del testimone.Al di là della vicenda umana e del resoconto testimoniale, attualmente al vaglio degli inquirenti del CUN di Treviso, la consulenza che mi è stata richiesta per l'analisi delle pellicole ha seguito un iter che possiamo definire di routine per ciò che riguarda la metodologia, ma suscettibile di ulteriori sviluppi ed aperto ad ogni tipo di valutazione per ciò che riguarda l'analisi fotografica computerizzata con una strumentazione in continua evoluzione.Il negativo usato, una Kodak Gold 100ASA, è stato trattato da un punto di vista chimico-fotografico in maniera del tutto standard".In un'analisi del dott.Franco Mari su una delle fotografie si legge: "..è stato usato l'effetto rilievo che non svela l'uso di fili nascosti nell'immagine inferiore accentuando i contorni e con aggiunta di una maschera di contrasto s'intravede una zona periferica più chiara e sfumata che riflette la luce, il che dimostra la presenza fisica dell'oggetto nello spazio circostante. Ad onor del vero l'unica valutazione che non può essere fatta con un simile fotogramma è la tecnica del lancio di un oggetto miniaturizzato, anche se alcune considerazioni successive portano a rendere altamente improbabile quest'ultima riflessione".
documentazione e approfondimento su www.edicolaweb.net
 

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