Abduction: il caso Villas Boas

di Tiziano Morresi
L'episodio è registrato come il primo rapimento di UFO dell'età moderna. Avvenne al malcapitato 23enne brasiliano il 15 ottobre del 1957. Un caso documentato "fisicamente" con i dottori che hanno esaminato gli effetti fisici e anche psicologici, del rapito. Il ricercatore Bruce Rux racconta, " Antonio Villas Boas era riluttante a raccontare la sua storia, ma poi é stato convinto da Dott. Olavo T. Fontes, Professore di Medicina alla Scuola Nazionale di Medicina del Brasile ed anche da un rappresentante dell'APRO, a raccontare pubblicamente ciò che è successo, e lo ha fatto il 22 febbraio dell'anno seguente davanti allo stesso Dott. Olavo T. Fontes, al giornalista Joas Martins, e ad un'agente dell'intelligence militare brasiliana (SSB). Antonio V. Boas, dopo gli esami gli è stato diagnosticato sofferenza da avvelenamento da radiazioni, e Fontes a questo riguardo era curioso e ne voleva sapere di piu. Presentava diversi sintomi: dolori in ogni parte il corpo,nausea, mal di testa, perdita di appetito, arrossamento e bruciore con lacrimazioni agli occhi, lesioni cutanee.L'uomo dei Servizi Segreti Brasiliani (SSB) interrogò Antonio V. Boas, e lo sottopose ad una serie di test fisici e psicologici.Per molti ufologi,il caso sembra autentico.Tuttavia resta difficile dimostrare l'autenticità della testimonianza di un addotto.Di seguito il racconto dello stesso addotto Antonio Villas Boas:
'UNA LUCE INTENSA...'
"Quella sera, abbiamo avuto visite, ragione per la quale siamo andati a dormire soltanto dopo le 23:00, ben dopo l'ora solita. Ero nella mia camera, assieme a mio fratello João. Faceva molto caldo quella notte e, dunque, abbiamo aperto la finestra, che dà sul terrazzo, quando improvvisamente vedo una luce brillante, che illuminava tutto l'ambiente. Era una luce molto più chiara di quella del chiaro di luna, ed essi non sono riusciti a comprenderne la sua origine e provenienza, solamente che veniva dall'alto, come se un forte proiettore avesse diretto la sua luce verso terra illuminando tutta la nostra azienda agricola. Tuttavia, lá nel cielo, non ho potuto distinguere niente di preciso. Ho chiamato mio fratello, perché anche lui possa vedere questa luce, ma, non interessato e comodista come solo lui sa fare, non si è disturbato ad alzarsi ed ha trovato meglio dormire. In seguito, ho chiuso le persiane e tutti e due siamo andati a dormire. Ciononostante, questa luce non mi usciva dalla testa e non mi lasciava chiudere gli occhi di modo che, sentendo una curiosità immensa, sono ritornato ad alzarmi e ad aprire le persiane, per vedere ciò che avvieniva là fuori. La luce continuava invariata, a restare al suo posto. Sono restato ad osservare questa luce, quando improvvisamente, si è spostata avvicinandosi alla mia finestra. Spaventato, ho chiuso le veneziane, con così grande rumore che ho svegliato mio fratello João che nel frattempo si era addormentato. All'interno della stanza, io e mio fratello abbiamo guardato con sorpresa come la luce luminosa ha giocato per un po' attraverso le persiane è entrata anche attraverso il tetto, penetrando tra le fessure delle tegole. Alla fine, la luce è scomparsa e non é più ritornata."
UN TENTATIVO 'DI CACCIA 'ALL'OGGETTO
14 ottobre."Deve essere occorso tra le 21:30 e le 22:00, non posso essere sicuro dell'ora esatta, perché non portavo orologi con me. Ho lavorato con il trattore, in società con un'altro dei miei fratelli. Improvvisamente, a trecento piedi (150 metri circa) al di sopra delle loro teste scorgiamo una luce molto chiara, penetrante, al punto da avere male alla vista. Quando lo abbiamo visto, per la prima volta, era grande e tondo, come una ruota di carro, alla fine del campo che dava a nord, in cui ariamo la terra. Era di un rosso-chiaro ed ha illuminato un grande settore. Distinguiamo qualcosa all'interno della luce, che si è muove, improvvisamente ed ultravelocemente, a sud dall'altra parte del campo, dove è rimasto immobile. Sono corso dietro alla luce, che allora, si è messa a girare per i campi. Mi sono messo a correrrle dietro, ma mi sfuggiva sempre. Allora, abbiamo abbandonato l'inseguimento ed abbiamo raggiunto gli altri fratelli." "Per un po' di minuti la luce è stata immobile, a distanza, sembrava emettere raggi intermittenti, in tutte le direzioni, e che mi hanno fatto pensare ai raggi del sole quando sorge. In seguito, è scomparso così improvvisamente da aver avuto l'impressione che fosse stato spento. Tuttavia, non ho realmente la certezza assoluta di queste cose, Non sono abbastanza sicuro se questo è ciò che è successo effettivamente, perché non ricordo se ho tenuto lo sguardo sempre nella stessa direzione. Forse per pochi secondi ho gettato lo sguardo altrove, e può essere che si sia sollevato e sia scomparso prima che abbia avuto il tempo di rigirarmi."
IL CONTATTO
"Il giorno seguente, 15 ottobre, ho lavorato da solo con il trattore. Era una notte fredda con il cielo notturno e chiaro, spruzzato di stelle. Precisamente alle 01:00 ho visto una stella rossa, d'aspetto uguale ad un'una di queste grandi stelle ben chiare nel cielo (come la stella Sirio o l'Orsa Maggiore per intenderci). Tuttavia, ho percepito che non si trattava di una stella, infatti è aumentato gradualmente di dimensione e sembrava dirigersi nella mia direzione. All'interno di questa "luce" per alcuni momenti, si è intravisto un oggetto brillante, dalla forma di un'uovo allungato con delle caratteristiche tecniche e dalla velocità incredibile. Il suo approccio era così rapido che già era sul trattore, prima ancora che io potessi ragionare su ciò che avrei dovuto fare (scappare). L'UFO si è fermato improvvisamente a 100 metri circa, rimanendo immobile alcuni istanti, poi è sceso fino a 50 m sopra la mia testa. Il trattore ed il campo sono stati illuminati, come immersi in una completa luce del giorno. La luce dei fari del mio trattore è stata completamente oscurata da questa luminosità penetrante, rosso-chiaro. Ho sentito un timore orribile, di cui non potevo avere idea di ciò che sarebbe successo. Volevo fuggire con il trattore, ma, in raffronto con la velocità di quest'oggetto, la sua marcia era lenta ed tutti i miei sforzi per accelerarlo é stato inutile. Inoltre, saltare dal trattore e cercare di fuggire a piedi, correndo nella terra recentemente arata, avrei solo rischiato di rompermi una gamba. Tanto che sono restato là, uno due minuti, esitante, senza sapere cosa fare, poi la "luce" a cominciato a muoversi e si è fermata a 10-15 m dinanzi al mio trattore, per posarsi lentamente al suolo."
DESCRIZIONE DELL'UFO

"Si è avvicinato a me, sempre più,fino a quando ho potuto distinguere che si trattava di una macchina fuori dal comune, quasi rotonda, con delle piccole luci rosse disposte su tutta la circonferenza. Nella parte anteriore che si trovava nella mia direzione, c'era un faro enorme rosso, lo stesso che mi aveva oscurato la vista, quando l'oggetto è sceso da sopra. Ora distinguevo chiaramente i contorni della macchina; sembrava un'uovo allungato, e presentava tre pennacchi, uno in mezzo gli altri due su ogni lato. Erano tre pennacchi o protuberanze metalliche, che finivano arrotondati a punta; non ho potuto distinguere il suo colore, a causa della forte luce rossa, nel quale erano immersi. In cima, sopra l'oggetto vi era qualcosa che girava ad un'alta velocità (cupola giratoria), che a sua volta, emetteva della luce rossa, fluorescente. Nel momento in cui la macchina ha decellerato, per posarsi a terra, le rotazioni della cupola rotatoria, sono diminuiti e la luce è cambiata - così mi sembrava - nel verde." A questo punto, la parte giratoria era come un piatto, o come una cupola appiattita. D'altronde, questa parte rotatoria non si è mai fermata, per lo meno, si mantenteneva in rotazione permanente, anche dopo che l'oggetto volante si trovava al suolo. La maggioranza di questi dettagli l'ho soltanto osservato un po' più tardi perché sin dall'inizio, sono stato troppo nervoso per percepirli. E quando, a qualche metro dal suolo, dalla parte bassa dell'oggetto si è aperto e ne sono usciti tre appoggi metallici, ho perso le ultime risorse del mio autocontrollo. Evidentemente erano usciti i "sostegni d'atterraggio". Ma non ero disposto ad attendere un solo istante di piu, tale evento."
IL SEQUESTRO

"Durante tutto questo tempo, il motore del trattore era acceso e, allora, ho messo piede sull'acceleratore, l'ho deviato dall'"oggetto volante", che si trovava dinanzi al trattore, ed ho provato a fuggire, ma fatti alcuni metri, il motore si é fermato ed i fari si sono spenti. Non capivo il perché di questo, il motore era funzionante ed i fari funzionavano. Ho provato a partire, ma il motore non rispondeva. Prevedendo il peggio, sono saltato giu dal trattore, giusto dietro l'oggetto e sono corso via. Tuttavia, poco più in là, un minuscolo essere sconosciuto, che mi arrivava a mala appena all'altezza delle mie spalle, ha preso il mio braccio per trattenermi.Gli ho dato una spinta, che gli ha fatto perdere l'equilibrio, liberando nel contempo il mio braccio e facendolo cadere all'indietro., Ho provato ancora a correre, quando, instantaneamente, tre altri esseri stranieri mi hanno preso alle spalle e ai lati, tenendomi le braccia e le gambe e sollevandomi dal suolo, senza la possibilità di divincolarmi o difendermi. Ho provato a scalciare, ma mi hanno tenuto ben fermo. Ho gridato aiuto, li ho maledetti ed ho imposto loro che mi lasciassero andare. Inoltre i miei rapitori dovevano essere stati stupiti o curiosi per le mie grida, perché fino a che non siamo saliti sull'oggetto volante, ogni qual'volta che aprivo la bocca per gridare, mi osservavano in viso, senza, tuttavia, rilasciare la presa con il quale mi tenevano fermo. Sono arrivato a questa conclusione per via del suo atteggiamento con me e per questo, sono restato un po' sollevato. Mi hanno portato in questa maniera fino all'oggetto volante, che era posto a 10 m sopra il suolo, sui supporti metallici già descritti. Nella parte posteriore dell'oggetto volante C'era una porta, che si apriva completamente e che fungeva da pensilina e che dava su una scala di metallo, dello stesso metallo argentato delle pareti dello scafo, e che scendeva al suolo. I miei rapitori stranieri hanno avuto difficoltà a farmi salire questa scala, che poteva essere usata al massimo da due persone, uno accanto all'altro e inoltre questa non era stabile, equilibrandosi fortemente, ad ogni mio tentativo di liberarmi dai miei rapitori. Su ogni lato della scala vi era un corrimano, dello spessore di una impugnatura di spazzola, alla quale mi afferravo ad ogni passo (piolo, scalino ) per evitare di salire, questo costringeva i miei rapitori a fermarsi ogni volta, per togliermi le mani dal corrimano. Cionononstante, anche il corrimano era mobile e quando in seguito, sono sceso con questa scala, ho avuto l'impressione che fossero legati con una catena."
LA NAVE SPAZIALE
"Finalmente mi hanno lasciato in un piccola stanza quadrata. La luce brillante del plafond (soffitto) metallico si rifletteva sulle pareti, di metallo senza interruzione, senza alcuna ombra; era una luce emessa da molte lampade regolate, ed incastonate al di sotto del plafond, tutte attorno alla sala. Inizialmente mi hanno lasciato per terra. La porta d'entrata, unita con la scala - che nel frattempo era stata raccolta - si è sollevata e si è chiusa. L'interno era illuminato come se fosse stata la luce del giorno, ma, anche in questa luce brillante, non si percepiva il punto della porta che, dopo chiusa, è stata completamente integrata alla parete; soltanto la scala metallica indicava il posto, dove avrebbe dovuto trovarsi. Uno dei cinque essere presenti ha indicato con la mano una porta aperta e mi ha fatto capire che dovovevo seguirlo per questa stanza attigua. Ho obbedito, d'altronde non avevo altra scelta. Continuiamo allora, per questa stanza, che è più grande di quell'altra ed é semi-ovale. Le pareti splendevano come nella stanza precedente. Credo che ci trovavamo nel settore centrale dell'oggetto volante, perché nel mezzo vi era una colonna rotonda, apparentemente massiccia, il cui diametro diminuiva nel suo mezzo. Difficilmente questa colonna si trovava là soltanto a titolo d'ornamento. Secondo me, sopportava il plafond (soffitto). I soli mobili esistenti erano una tavola, dai disegni strani, ma squisiti, e diverse sedie girevoli, sembravano le nostre sedie dei banconi da bar. Tutti gli oggetti erano di metallo. La tavola e le sedie avevano uno solo piede, nel centro, e il tavolo era fermamente fissato alla base, e nelle sedie, il piede poteva appoggiarsi a tre rafforzamenti orizzontali a scala, con un anello mobile ed intarsiato attorno ai fianchi. Inoltre, le sedie si potevano muovere su tutti i lati."
GLI ESAMI
"Gli esseri stranieri hanno continuato a tenermi ed, evidentemente parlavano al mio cospetto. Quando dico "parlavano" è bene sottolineare che ciò che intendo dire é che non hanno niente a che vedere- nemmeno la minima similitudine - con i suoni umani. Né posso imitare la loro voce o parole. Tra l'altro quei suoni, quei strani versi, mi fanno ancora rabbrividire quando penso a loro! Improvvisamente, sembravano essere arrivati ad una decisione. Tutti e cinque uniti, hanno iniziato a spogliarmi. Mi sono difeso meglio che ho potuto, ho gridato, mi sono divincolato. Per un attimo si sono fermati, mi hanno osservato ed hanno provato a farmi comprendere che volevano passare per gente istruita. Tuttavia, hanno continuato a spogliarmi, fino a che sono rimasto completamente nudo. Nonostante le mie proteste violente, le mie forti discussioni durante tutto questo processo, non sono arrivati a ferirmi, né a strapparmi una qualunque parte del mio abito. In conclusione, io ero completamente nudo e con un timore orribile, perché non sapevo cosa sarebbe successo in seguito. Uno dei miei rapitori si è avvicinato a me, tenendo qualcosa nella mano che mi sembrava una specie di spugna, con la quale è passato con un liquido su tutto il mio corpo. Era una spugna ben morbida, non una di quelle spugne comuni, ed il liquido era chiaro ed inodore, tuttavia più viscoso dell'acqua. Primo, ho pensato che era una specie di olio, ma non poteva esserlo perché la mia pelle non era né unta o oleosa, e né grassa; inoltre, quando hanno passato questo liquido sul mio corpo, ho sentito un freddo intenso, anche perché, all'interno dell'oggetto volante la temperatura era sufficientemente bassa. Ho sofferto ad essere spogliato, ma ho sofferto ancora maggiormente, dopo che mi hanno passato questo liquido perché mi sono messo a tremare in modo tale dal freddo che mi sentivano rabbrividire. Tuttavia, il liquido si è presto essiccato e poco dopo non ho sentito più nulla..." "Intanto, tre dei rapitori mi hanno sospinto per una porta, dalla parte opposta a quella dalla quale sono entrato. Uno di loro ha toccato qualcosa, al centro della porta che in seguito, si è aperta dai due lati, come una porta scorrevole - tipo ascensore dei giorni nostri - che arrivava fino al plafond. Al di sopra, vi era una specie di iscrizione - come delle lettere luminose verdi - come pannelli indicatori. Gli effetti di luce di queste "lettere luminose", attaccati alla porta per 1/2 cm in rilievo. erano completamente diversi da qualunque dei simboli o caratteri che conosco. Ho cercato di registrarli nella mia memoria, ma, purtroppo non ci sono riuscito (sotto ipnosi pero', sembra che sia riuscito a ricordarsi i simboli di questa specie di insegna). In compagnia di due degli esseri stranieri, sono entrato in una piccola stanza quadrata, illuminata come le altre stanze; la porta si è chiusa dietro di me, ma quando mi sono girato per osservare, nulla aveva la forma di una porta, soltanto una parete, uguale alle altre. Improvvisamente, la parete ha cominciato ad aprirsi e, dalla porta sono entrati due esseri; tenevano nelle mani due tubi di gomma rossi, sufficientemente spessi, e ciascuno misurava più di un metro. Alla fine di uno di questi tubi era collegato un recipiente di vetro, a forma di calice; dall'altra parte vi era invece una specie di beccuccio che sembrava una ventosa, che hanno messo sulla mia faccia, al di sotto del mento, dove ancora ho una macchia scura, che mi è rimasta come una cicatrice.Prima che l'essere a iniziato la sua operazione, ha compresso il condotto di gomma fortemente con la mano, come se volesse espellere tutta l'aria. Sin dall'inizio, non ho sentito né dolore, né prurito, ma ho osservato soltanto che la mia pelle era succhiata; in seguito ho sentito che mi bruciava ed avevo una voglia di dormire; infine ho scoperto che la pelle è stata ferita. Dopo avermi messo il tubo di gomma, ho visto come il calice si è riempito, lentamente, del mio sangue, fino alla metà. Là, allora, si sono fermati; hanno tolto il tubo di gomma e lo hanno sostituito con l'altro. Ho subito un nuovo prelievo di sangue, questa volta dall'altro lato del mento.Finito il prelievo, gli uomini hanno tolto il tubo di gomma ed anche da questa parte, il mio viso è rimasto ferito - col medesimo prurito e bruciore di prima - lasciandomi attonito e perplesso.
LA STANZA DELLA PURIFICAZIONE
"Sono usciti richiudendo la porta dietro di loro dopo di che sono rimasto solo in questa stanza. Per un buon tempo, forse un'ora, nessuno si è preoccupato di me. In questa sala non c'erano mobili, a parte una specie di letto, senza materasso, né coperte. Poiché questo letto era incurvato, sia in alto che in fondo, non era molto comodo, ma almeno era morbido, come se fosse stato di schiuma, o come una spessa coperta grigia, tanto era morbido. Dopo tutto quel che avevo passato, mi sono sentito stanco, e quindi mi sono seduto su questo letto. Nello stesso momento, ho sentito un forte odore, sconosciuto, che mi ha causato delle nausee; ho avuto l'impressione di inalare del fumo spesso, tagliente, che mi ha lasciato quasi asfissiato. Forse ero lo stesso, che quando ho esaminato la parete, per la prima volta, ho osservato una quantità di piccoli condotti metallici, incastonati nella parete, all'altezza della mia testa. Simili ad una doccia, presentavano multipli fori, dai quali è uscito un fumo grigio, che si è dissolto nell'aria. Da li proveniva l'odore. Mi sono sentito piuttosto male e sono restato con l'ansietà del vomito, per cui sono andato in un angolo della stanza ed ho vomitato. In seguito, ho potuto respirare senza difficoltà, tuttavia, ho continuato a sentirmi male per quest'odore. Sono rimasto molto scoraggiato. Non capivo che cosa pretendevano da me? Fino al quel momento non ho avuto la minima idea di qual'era l'aspetto di questi stranieri."
GLI ESSERI

"I cinque esseri vestivano una blusa grigia molto aderente, di uno spesso spessore, molto morbida ed in alcuni punti, attaccata con cinghie nere. Per coprirsi la testa ed il collo, utilizzavano un casco dello stesso colore, ma di un materiale più coerente e rinforzato dietro, con strette cinghie di metallo. Questo casco copriva tutta la testa, lasciando aperti soltanto gli occhi, che ho potuto distinguere attraverso qualcosa che sembrava un paio di occhiali rotondi. Questi uomini sconosciuti mi hanno fissato con i loro occhi chiari, che mi sembravano di colore blu. Al di sopra degli occhi, il casco aveva due volte l'altezza di una fronte normale. Probabilmente, sulla testa, al di sotto del casco, utilizzavano qualcosa che era invisibile dall'esterno. A partire dalla metà della testa, scendendo per i fianchi ed entrando nella blusa, all'altezza dei fianchi, ho osservato tre tubi rotondi, d'argento, del quale non so dire se erano di gomma o di metallo. Il tubo centrale scendeva dalla colonna vertebrale a sinistra, e a destra scendevano gli altri due tubi, fino a 10 cm al di sotto delle ascelle. Non vi era nessuna depressione o ammasso, che indicavava un collegamento tra questi tubi ed un recipiente o uno strumento, nascosto al di sotto della blusa. Le maniche della blusa erano strette e lunghe; e le mani continuavano in guanti spessi. Ho percepito come gli uomini riuscivano malamente a toccare con le punte delle dita la parte interna della mano. Tuttavia, questo non gli ha impedito di tenermi con molta fermezza e trattare abilmente i tubi di gomma, o quando mi hanno fatto il prelievo. Quanto alla loro blusa, credo che fosse una specie d'uniforme, anche perché tutti i membri dell'equipaggio utilizzavano uno stemma della dimensione di un disco d'ananas. Da li, una cinghia tipo seta, argentata o di metallo, si legava alla stretta cintura, senza buchi (asole). La blusa non aveva né tasche, né bottoni. I pantaloni erano lunghi e attillati e continuavano in una specie di scarpe, senza tuttavia vedere dove finiva il pantalone e dove cominciava la scarpa o stivaletto. Tuttavia, le suole delle scarpe avevano da 4 a 7 cm di spessore; erano ben diversi dalle nostre scarpe. Le scarpe erano leggermente incurvate in cima.Gli stranieri si muovevano abili e rapidi; soltanto la blusa sembrava rallentare, interferire un poco i movimenti del loro corpo, ad ogni modo mi ha impressionato il loro modo di camminare molto rigido…. Erano tutti della mia altezza (1,64 cm) - forse un po' meno a causa di quei caschi - tranne uno, che non arrivava neanche all'altezza del mio mento. Erano fisicamente forti, ma non al punto di averne timore; credo che in un incontro di lotta su una base uguale non avrei dubbi ad affrontare qualunque di questi esseri."
'UNA GIOVANE DONNA...'
Sembra passata un'eternità, quando un rumore nella porta ha interrotto le mie meditazioni. Mi sono girato e vedo una giovane donna avvicinarsi. Lentamente mi veniva incontro. Era completamente nuda, svestita come me. Sono rimasto perplesso e, apparentemente, essa ha trovato divertente l'espressione sul mio viso. Era molto bella, completamente diversa dalle altre donne che conosco. I suoi capelli erano morbidi e biondi, quasi del colore del platino che le scendevano giu dalla nuca, con la riga in mezzo. Aveva grandi occhi blu, a mandorla. Il suo naso era diritto. Il contorno del suo viso era diverso, con gli zigomi alti e prominenti, le conferiva a suo modo un aspetto eterogeneo, lasciano il viso molto più ampio di quello degli indiani sud-americani e, con il mento dalla forma di un triangolo. Le sue labbra erano molto magre, quasi invisibili e le sue orecchie (che sono arrivato a vedere più tardi) erano esattamente come quelle delle nostre donne terrestre. Aveva il corpo grazioso come le nostre comuni giovani donne, con i seni ben formati, fermi ed alti, dalle dimensione fini. I suoi fianchi erano larghi, le gambe lunghe, i piedi piccoli, le mani fini e le unghie normali. Era di statura piccola, e la sua testa arrivava a mala pena alle mie spalle. Questa giovane donna si è avvicinata a me, in silenzio; mi ha osservato con i suoi grandi occhi, che esprimevano una attesa, dicendo che attendeva qualcosa da me.Improvvisamente, mi ha stretto ed ha iniziato a sfregare il suo viso sul mio, tanto che premeva il suo corpo contro il mio. Aveva la pelle bianca come le nostre mogli bionde e le braccia piene di efelidi. Ho sentito soltanto l'odore del suo corpo, tipicamente femminile, senza alcuno profumo nella pelle o nei peli. La porta è ritornata a chiudersi. Restata sola con questa giovane donna, che non mi ha lasciato il minimo dubbio riguardo ai suoi desideri, sono stato fortemente eccitato. Considerando la situazione nella quale mi trovavo, questo sembra una cosa poco improbabile, ma credo che questo sia stato a causa del liquido che hanno passato sul mio corpo. Essi devono esserlo fatto con questa intenzione. Io so soltanto che non sono riuscito più a frenare il mio appetito sessuale. Mai questo mi era successo. Infine, ho finito con il non pensare più a nulla, non ho piu rifiutato le avance della giovane donna e le sue carezze. È stato un atto normale e si è comportata come qualsiasi altra donna, anche dopo molte ripetizioni dell'atto. In seguito, si é stancata ed ha respirato con difficoltà. Ho ancora continuato in stato di forte eccitazione, anche se la donna ha rifiutato di baciarlo. Sono stato contrariato per un tale atteggiamento, non ha mostrato alcuna emozione, ma nonostante tutto, ho avuto un'esperienza sufficientemente piacevole. Tuttavia, non cambierei una delle nostre giovani mogli per essa, perché preferisco parlare e comprendere ciò che la gente dice. Inoltre, il suo ringhiio, in dati momenti, mi ha lasciato irritato!. Non sapeva baciare, a meno che i morsi leggeri, che mi dava sul mio mento, valessero un bacio. In tutto i casi, non ho certezza di questo. Ho soltanto trovato strano che i peli delle loro ascelle e quelli del pube fossero del colore rosso-sangue. Poco dopo che i nostri corpi si sono separati, la porta si è aperta e uno degli stranieri ha chiamato la giovane donna. Prima di uscire dalla sala, si é girata verso di me, indicando prima il suo ventre, in seguito con una specie di sorriso, il cielo. In seguito, è uscita. Ho interpretato questo gesto come se volesse dirmi che presto sarei diventato padre e che sarebbe ritornata e che sarei potuto andare a vivere con lei nello spazio. Ancora oggi sono enormemente preoccupato e pieno di paura, al solo pensiero che se ritornassero e mi rapissero nuovamente, sarei definitivamente perso. In nessun modo sarei pronto a separarmi dalla mia famiglia ed abbandonare la mia terra.
IL RILASCIO
"A questo punto, uno degli stranieri m'ha ridato i miei abiti, con cui mi sono rivestito. Ho ritrovato tutti i miei effetti personali tranne il mio accendino che potrebbe anche essere caduto al suolo, durante la lotta corporale con i miei rapitori. Torniamo nell'altra stanza - dove al centro si trova la colonna rotonda - dove tre dei membri dell'equipaggio si trovavano seduti sulle sedie girevoli, grugnindo tra di loro (credo che fosse la loro lingua). Quello che era venuto a prendermi, ha raggiunto gli altri e mi ha lasciato solo. Finché "parlavano", ho cercato di registrare nella memoria tutti i dettagli del mio incontro ed osservare minuziosamnete tutto quanto avveniva. In quest'ottica, ho intravisto sul tavolo, accanto ai rapitori, all'interno di una scatola quadrata, con una copertura di vetro, in un disco, somigliante ad una sveglia; c'era una sbarra (indicatore, linea), e, al posto dei numeri 3, 6 e 9, c'era una marcatura nera. Soltanto al posto nel quale, normalmente, si trova il numer 12, c'erano quattro piccoli simboli neri, uno accanto all'altro. Non so a cosa serviva ciò, ma è cosi che l'ho visto. Primo, ho pensato che questo strumento fosse una specie d'orologio, anche perché, di tanto in tanto, uno degli stranieri lo osservava. Tuttavia, avevo i miei dubbi che fosse un orologio, perché durante tutto il tempo nel quale l'ho osservato, la "sbarra" é restata immobile, sempre nella stessa posizione. Allora, ho avuto l'idea di raccogliere questa cosa e prenderla con me, a titolo di prova della mia avventura. Con questa "strumento", il mio rapimento sarebbe stato creduto. Chissà, quando gli uomini osserveranno il mio interesse per quest'oggetto, forse me lo daranno in regalo. Mi sono avvicinato un poco alla volta e quando non mi hanno osservato, l'ho tirato giu dalla tavola con le due mani. Era pesante, almeno 2 kg, tuttavia non mi hanno dato il tempo, di osservarlo da vicino, perché nello spazio di un secondo, uno degli uomini mi ha spinto di lato, togliendomi la scatola dalle mie mani e furioso è tornato a metterla al suo posto. Mi sono ritirato fino alla parete più vicina e sono rimasto immobile, in silenzio. Normalmente, non ho l'abitudine di avere timore, ma, in questa situazione, ho trovato meglio rimanere calmo, perché intuivo che mi avrebbero trattato bene soltanto se il mio comportamento era affabile per loro. Sono rimasto immobile, nell'attesa che succedesse qualcosa. La giovane donna non è più apparsa, né spogliata, né vestita, ma ho scoperto dove forse si trovava. Nelle pareti della grande stanza c'era più di una porta, dove dall'altra parte si sentiva il rumore di passi, che si muovevano su e giu - come uno che fosse in attesa di qualcuno o di qualcosa -. Siccome tutti gli altri membri dell'equipaggio erano in questa grande stanza, i passi che sentivo potevano essere soltanto della giovane donna. Suppongo che in quella parte si trovasse la "cabina" di navigazione dell'oggetto volante. Infine, uno degli stranieri si è alzato e mi ha fatto un segno come per seguirlo. Non mi hanno piu curato cosi eccessivamente, né mi controllavano troppo, così, camminiamo a piccoli passi, fino alla porta d'entrata, già aperta e con la scala già rilasciata. Tuttavia, non scendiamo ancora, ma l'essere mi ha fatto capire che dovevo accompagnarlo fino alla rampa (pensilina), che girava su tutti i due lati della porta; era stretta, ma mi ha permesso di fare un giro completa attorno all'oggetto volante! Primo, siamo andati sul davanti e da qui ho visto una protuberanza metallica sovrastante l'oggetto; nella parte opposta vi era la stessa massa.A giudicare dalla sua forma, concludo che forse era il dispositivo di controllo per il decollo e l'atterraggio della macchina. Devo ammettere che non ho mai visto questo dispositivo in funzionamento, nemmeno quando la macchina si é sollevata in volo, ragione per la quale non so spiegare la sua funzione. Tutto diritto, lo straniero ha indicato i pennacchi o speroni di metallo ossia le tre protuberanze metalliche, già citate. Tutti e tre erano saldamente legati alla macchina; quello nel mezzo, direttamente con la parte davanti dell'oggetto volante. I tre pennacchi avevano la stessa forma, una base larga, che si allungavano in linea orrizontale per diminuire in forma di punta arrotondata, Non posso valutare se erano dello stesso metallo della macchina; splendevano come metallo incandescente, ma non irradiavano alcun calore!. Un po' sopra gli speroni metallici c'era una luce rossa; le due parti laterali erano piccole e rotonde, ma quella che dava sul davanti, era enorme. Erano dei potenti fari, che ho già descritto prima. Al di sopra della rampa, la stessa finiva dritto contro una grande placca di spesso vetro, che affondava nel rivestimento di metallo, facendola emergere un poco e che diminuiva di spessore ai lati. Siccome l'oggetto volante non aveva finestre in nessuna parte dello scafo, ho pensato che questa vetrata serviva per osservare attraverso di essa il mondo là fuori, anche se visto dall'esterno non era nella posizione ottimale per avere una buona visuale. Il vetro sembrava curvo, semisferico - come se vedesse a 360 gradi -. Secondo me, gli speroni metallici nella parte anteriore sono da collegarsi alla forza di propulsione dell'oggetto volante, dico questo perché quando l'oggetto volante si é alzato in volo, la sua luminosità è stato molto intensa e si è confusa completamente con la luce del faro principale. Dopo l'ispezione alla parte frontale della macchina, giriamo per la parte posteriore (questa parte presentava curvature molto più appuntite rispetto alla parte anteriore), ma prima di arrivarci, ci fermiamo ancora una volta, quando lo straniero mi ha indicato la cima, dove girava l'immensa cupola, a forma di piatto.Girava lentamente, ed era immerso in una luce verdastra, la cui fonte non sono riuscito ad individuare; nello stesso tempo, emetteva come un fischio, che ricordava il rumore di un aspiratore acceso o dell'aria che entra in numerose e piccoli buchi. Quando, più tardi, la macchina é decollata, la rotazione della cupola ha accelerato gradualmente, fino a sparire completamente, e al suo posto è restato solamente una luminosità rosso-chiaro. nel medesimo tempo, il rumore è aumentato poco alla volta, e per me non vi erano dubbi che la velocità progressiva della cupola determinava il volume del suono. Dopo avermi mostrato tutto, lo straniero mi ha accompagnato alla scala metallica e mi ha lasciato intendere che ero libero di andare. Non me lo sono fatto ripetere un'altra volta e sono disceso dalla scaletta. L'essere dopo aver indicato con la mano prima me poi lui, ha fatto il segno di ritirarsi, forse un saluto ed è scomparso all'interno dell'oggetto volante. La scala metallica è stato ritirata, (quando aperta formava la pensilina) e una volta ritirata tutto quanto é sparito nella parete dell'oggetto volante, sino a rendersi invisibile. La luce dei pennacchi metallici del faro principale e della cupola sono stati gradualmente più intensi, con l'aumento delle rotazioni (giri). Lentamente, l'oggetto volante è salito in linea verticale, facendo rientrarera allo stesso tempo, il suo "treno d'atterraggio". In seguito ho visto che la parte sotto dell'oggetto sembrava così liscia, che da li, mai ne sarebbe uscito qualche d'uno o qualcosa. L'oggetto volante è salito delicatamente, fino a 30 massimo 50 m d'altezza; là poi si è arrestato per alcuni secondi, finché la sua luminosità si è fatta più intensa. Il brusio formato dallo spostamento dell'aria è cresciuto più forte al che la cupola ha iniziato a ruotare a una velocità terrificante, mentre le luci cambiavano di continuo di colore, fino a diventare di un rosso-chiaro. In quel momento, l'oggetto volante si è inclinata leggermente, di lato, e - sempre con questo rumore ritmico in sottofondo, si è posizionato verso sud, ed improvvisamente è partito come una pallottola, ad una velocità cosi impetuosa che è scomparso di vista in pochi secondi." "...saltai allora, sul mio trattore. Sono stato rapito, circa alle ore 01:15 contro la mia volontà, all'interno dell'oggetto volante, da cui sono uscito all'alba alle 05:30. Dunque, mi hanno trattenuto per 4 ore e 15 minuti. Non ho parlato della mia esperienza a nessuno, eccetto mia madre, la sola persona con la quale mi aprivo, mi confidavo. Si è limitata a dirmi che era meglio non avere contatti con gente così! Non ho avuto il coraggio di parlarne nemmeno a mio padre. Già gli avevo accennato, precedentemente, di questa luce nel cielo, ma non ha creduto alle mie parole ed ha trovato soltanto da dire, che la mia era tutta una pura immaginazione. Più tardi, ho deciso di scrivere al sig. João Martins, contando su ciò che avrei raccontato; per tale motivo, sono motivato dalla lettura del suo articolo pubblicato in novembre, nella rivista "La Crociera", che sollecitava affinché i lettori inviassero qualunque storia legata ai dischi volanti. Se avessi avuto del denaro, avrei già raggiunto Rio de Janeiro in data precedente, ma, poiché non ne avevo a sufficienza, sono stato costretto ad attendere la sua risposta, ed si offriva di finanziarmi parte delle mie spese di viaggio."
CONCLUSIONI
Cosa dire di questo bizzarro caso? Sicuramente suscita non poche critiche,questo soprattutto per la sua particolarità.Risulta che Villas Boas sia stato sincero nel raccontare la sua storia.Ma sappiamo anche che ciò non basta per dimostrare la veridicità di tale racconto.Anche un mitomane,ad esempio,dimostrerebbe di essere sincero.C'è da dire,però,che di solito coloro che soffrono di questa patologia tendono abitualmente ad inventare bugie e confodere la realtà con la fantasia.Inoltre,questi,cercano di crearsi una loro notorietà: infatti spesso il loro comportamento è un modo per cercare attenzione,ammirazione,compassione.Non risulta però che V.Boas abbia continuato nella sua vita a raccontare strani eventi.E soprattutto bisogna anche ricordare che inizialmente lui aveva difficoltà nel raccontare la sua storia,quasi ne provasse imbarazzo.Secondo il Dott. Fontes l'addotto non aveva alcuna disposizione psicopatica e durante la sua deposizione, non una sola volta,cadde in contraddizioni o perse l'autocontrollo.

Nessun commento:

 

blogspot templates | Make Money Online