Basi extraterrestri sull’Himalaya e le isole Salomone?

Una base sotterranea extraterrestre nell’Himalaya? I governi cinesi e indiani sarebbero informati? Kongka La, un passo dell’Himalaya, è situato nel Ladakh, nella regione di confine che si contendono l’India e la Cina. E’ una delle regione meno frequentate al mondo e, di comune accordo, la Cina e l’India si astengono di controllare questa parte della frontiera. Gli abitanti della regione, sia del lato cinese che del lato indiano, hanno riferito di aver visto degli UFO, uscire fuori dal terreno, in questa zona. Secondo queste testimonianze, esisterebbero della basi sotterranee extraterrestri nella regione e i governi cinesi e indiani sarebbero informati. Recentemente, un gruppo di pellegrini indù in rotta verso il Monte Kailash, in arrivo da ovest, videro strane luci in cielo. Guide locali, sul territorio cinese, hanno riferito che si trattava di un fenomeno usuale in quella zona. Degli oggetti accecanti, silenziosi, di forma triangolare, lasciano il terreno e si alzano, in verticale, verso il cielo. Alcuni pellegrini vollero visitare il sito. Ma a loro venne negato l’ingresso sul lato cinese e anche quando si sono avvicinati sul lato indiano, guardie di frontiere hanno negato che si avvicinassero, nonostante avessero regolari permessi di viaggi, firmati dai due paesi. Secondo i pellegrini, i membri del personale di sicurezza dichiararono che avevano l’ordine di negare, a qualunque persona, l’approccio nella zona in questione, ed è vero che strani oggetti sbucano al di fuori del terreno, con brillanti luci lampeggianti. Secondo la popolazione locale, la presenza di extraterrestri sotterranei è ben nota. Secondo loro, nè il governo cinese, nè tantomeno quello indiano vogliono rivelare la loro esistenza,raccontando loro che si tratta di velivoli-spia. Secondo una testimone, quando si è fatta una domanda sulla questione, a funzionari del governo, è stata minacciata di stare zitta. Alcuni presso l’Ente di Ricerca Spaziale dell’India (ISRO) raccontano in via confidenziale che questi UFO stanno sicuramente pianificando e costruendo un massiccio sito di atterraggio con l’aiuto dei governi indiano e cinese.Recentemente, in una scuola locale, dei giovani bambini hanno fatto dei disegni. Più della metà dei disegni mostravano strani oggetti volanti nel cielo o che lasciavano le montagne.
UFO NEI TROPICI
Marius Boirayon, un militare in pensione della RAAF, le Forze Aeree Australiane, ex pilota d’elicottero, si è stabilito per passione a Guadalcanal (isole Salomone). Ha incontrato popoli indigeni (un miscuglio tra Melanesiani e Polinesiani, Indonesiani e Cinesi) e si è trovato in confronto ad un mondo molto, molto strano. Infatti, queste isole abbondano di storie fantastiche che raccontano sia di UFO che di “abduction” e che un popolo di Giganti vive in una sorta di città sotteranea. Il minimo che si può dire è che le tribù locali non hanno alcuna familiarità con il cospirazionismo che parla di rapimenti alieni e dischi volanti. Così come hanno pochi contatti con le storie occidentali, che parlano di civiltà scomparse e Giganti. Eppure, nel corso di numerosi incontri tra le numerose tribù delle isole Salomone e testimonanze coerenti senza contraddizioni tra loro, Marius Boirayon è riuscito ad isolare due fenomeni distiti, apparentemente non collegati tra di loro: il mondo dei Giganti e il mondo delle basi segrete, gli UFO e le “abduction” che hanno colpito molte famiglie in queste isole. Per quanto riguarda l’aspetto “abduction”, il più sorprendente è quello che i testimoni e le vittime, descrivono le azioni di questi UFO, che i nativi chiamano “Dragon Snake” (Serpente Dragone), molto aggressive e gli inquirenti descrivono lo stesso tipo di extraterrestri, come quelli messi in luce dai rapiti in Arizona, California e la periferia di New York.
I FAMOSI PICCOLI “GRIGI”
Boirayon non solo ha fatto degli schizzi delle descrizioni fatte dagli indigeni Melinesiani, ma ha anche visitato il Museo e il centro culturale locale, il “Solomon Island Cultural Museum”, per scoprire con suo grande stupore un libro che contiene i disegni di questi piccolo “Grigi”. Si rese conto allora che questi esseri erano presenti nelle isole Salomone da secoli.
fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com - http://www.enricobaccarini.com

Un nuovo avvistamento a Stephenville?

Quello di Stephenville in Texas nel Gennaio di quest'anno, è stato sicuramente il caso che più di tutti ha aperto la strada ad una attenzione nuova dei media internazionali sul fenomeno ufo e cover-up governativo e militare.
Dopo il caso Stephenville, media del calibro della CNN, BBC, International Press, il Telegraph ed altri, hanno inondato l'etere e la carta stampata di reportage, servizi e cronache di avvistamenti più o meno eclatanti. Tutto quello che contiene la parola UFO ormai (ndr. finalmente...) fa notizia alla stregua di qualunque altra cronaca quotidiana.Complici anche le dichiarazioni ufficiali di esponenti del Governo Giapponese, della Chiesa, di testimoni istituzionali e i numerosi avvistamenti che hanno coinvolto anche l'isola britannica.Fatto sta che la piccola cittadina Texana è di nuovo al centro dell'attenzione con un recente avvistamento di più testimoni, che questa volta a differenza di quello avvenuto in gennaio, confermato però dall'analisi dei tracciati radar ufficiali, avrebbe anche il supporto delle prove video.A dare la notizia anche questa volta la meticolosa CNN, che ha raccolto le testimonianze e il video di Andy Monreal che ha potuto osservare e filmare l'oggetto con i suoi amici studenti di scuola superiore."Potevi vedere chiaramente la forma ovale. Ho chiamato immediatamente i miei amici. Era come un cerchio completo."Andy è riuscito a girare un video di mezzo minuto con la macchinetta digitale della madre. Anche il padre e la madre di Andy hanno assistito al fenomeno e hanno commentato di non aver mai visto nulla di simile in tutta la sua vita "Aveva grandi luci e tutto il resto.""Era rotondo. Si potevano vedere chiaramente le luci intorno che lampeggiavano e cambiavano. Era incredibile. Girava e lampeggiava."Anche questa volta numerosi testimoni oculari hanno contattato la testata locale.Il reporter Whitney Ashley, fa sapere che molte persone che hanno anche assistito all'evento, non vogliono parlare pubblicamente, come addirittura alcuni dipendenti del giornale stesso, memori evidentemente di quanto successo nell'episodio di gennaio."Ho almeno 10 segnalazioni al momento." conferma la reporter."Anche l'ufficio dello sceriffo nella parte sud della Contea di Erath ha ricevuto molte chiamate."La base di Forth Worth anche questa volta, forse con meno impaccio data l'esperienza precedente, si affretta a dichiarare che c'erano sette F-16 impegnati in quell'area.Diversi testimoni hanno confermato infatti di aver visto i caccia, ma dopo aver visto anche lo strano oggetto lampeggiante.
fonte: http://www.ufologia.net

Ufo, dagli archivi inglesi nuove scottanti verità

Visibili gli x-files di Londra: anche un pilota aereo italiano nel 1991 segnalò di essere stato avvicinato in volo da alieni
Per la seconda volta dall'inizio del 2008, gli Archivi nazionali britannici hanno pubblicato sul web una nuova lista di avvistamenti di Ufo tra il 1986 al 1992. Nell'elenco figura anche l'avvistamento, nell'aprile 1991, di un oggetto simile a un missile, da parte di un pilota italiano che ha confessato di averlo visto passare sopra la sua casa. Nei primi sette mesi del 2008, le autorità britanniche hanno ricevuto almeno 150 segnalazioni di oggetti volanti non identificati". Una vera e propria "invasione aliena" che non ha precedenti, supportata da filmati, fotografie e testimonianze d'ogni genere che riempiono le pagine dei giornali e i siti web. Già nel mese di maggio gli Archivi nazionali avevano tirato fuori circa mille pagine di documenti ufficiali, in ottemperanza al Freedom of information act, su avvistamenti o presunti tali di strani oggetti volanti. Il ministero della Difesa di Londra, che ha ricevuto le segnalazioni, non ha mai voluto sbilanciarsi. Ma molti avvistamenti di oggetti volanti e inspiegabili luci notturne, spesso accompagnati da foto e video, hanno come origine proprio personale militare, piloti compresi.L'avvistamento tutto italianoIl ministero della Difesa britannico ha reso pubblico che il 21 aprile del 1991, il comandante di un volo Alitalia, partito da Milano verso l'aeroporto londinese di Heathrow, comunicò di aver visto un Ufo. Il caso venne archiviato come "avvistamento-Ufo". Questo è solo uno dei 19 'X-files', raccolti tra il 1986 e il 1992, contenuti nel dossier pubblicato dall'Archivio Nazionale sul proprio sito-web. Secondo il rapporto, Achille Zaghetti (il comandante del volo Milano-Heathrow) avvistò un oggetto non identificato a qualche centinaio di metri di distanza richiamando l'attenzione del suo copilota dicendogli: "Guarda, Guarda!". "Subito dopo - spiegò Zaghetti nel '91 - l'oggetto ci ha sorpassati e ho chiesto all'operatore Acc, area centro di controllo, se aveva visto anche lui qualcosa sul suo schermo e lui mi ha risposto che aveva visto un oggetto non identificato 10 miglia marine sotto di noi". In quei giorni una tv locale pubblicò la testimonianza di un 14enne che aveva avvistato la stessa notte una specie di missile. Le indagini dei radar dimostrarono che il caso non fu classificato come missile da crociera, ma come Ufo: quella notte non venne riscontrata alcuna attività militare.
fonte: http://notizie.alice.it

L'ULTIMO VOLO TRA LE STELLE: Triangolo maledetto e ipotesi UFO

1945: cinque aerei Grumman TBM Avenger svaniscono nel Triangolo delle Bermude. Nel 1969, l’Apollo 11 fotografa in orbita un oggetto, coperto di ghiaccio, simile a un Avenger.
Nell’Agosto 1985 il ricercatore indipendente americano Wesley Bateman analizzò una serie di foto prese dall’equipaggio dell’Apollo 11 durante il suo viaggio verso la Luna il 16 Luglio 1969. Una delle immagini, ripresa appena fuori dall’orbita terrestre, a 6.500 miglia di altitudine, classificata dalla NASA con la sigla AS-11-36-5319, evidenziava la presenza di un corpo anomalo, di colore bianco. La forma frastagliata dell’oggetto rammentava il profilo di un aereo che, dopo diversi raffronti, Bateman giudicò associabile a quella di un Grumman TBM Avenger, lo stesso tipo di aerei componenti la squadriglia 19 dispersa nel Triangolo delle Bermude il 5 Dicembre 1945. Secondo Bateman, la forma indistinta e il colore biancastro derivavano dal fatto che l’aereo sarebbe stato avvolto da una spessa coltre di ghiaccio, mantenutasi tale negli anni (a temperature spaziali, di centinaia di gradi sotto lo zero). Lo testimonierebbe, altresì, il fatto che il muso dell’aereo punta verso terra, cosa logica visto che quella sezione contiene il motore e quindi, avendo massa maggiore, viene attratta dalla gravità terrestre.Armstrong, Collins e Aldrin stimarono la lunghezza dell’oggetto sconosciuto da loro avvistato e fotografato in circa 12 metri, pressappoco quanto un Avenger (12 metri e 20 cm). La NASA quindi corresse il tiro, dichiarando che l’oggetto in questione era un pezzo di materiale, proveniente dallo stesso Apollo 11, lungo però soltanto 25 centimetri. Secondo Bateman, "la NASA offende pubblicamente l’intelligenza dei propri astronauti, dichiarando che questi piloti super addestrati non sono in grado di distinguere un oggetto di 25 cm da uno di 12 metri". Pur ridicola, questa rimane ancora la spiegazione ufficiale della NASA. Ma come era finito quell’Avenger nello spazio, avvolto dal ghiaccio?
Il volo degli Avengers
I cinque Avengers TBM della Marina statunitense erano decollati dalla stazione aeronavale di Fort Lauderdale (Florida) per una normale missione di addestramento. Il piano di volo prevedeva che si dirigessero verso est per 257 Km, e poi rientrassero alla base. L’equipaggio era costituito da cinque ufficiali piloti e nove avieri, due per ogni velivolo, tutti esperti. Alla missione, quel giorno, non prese parte il caporale dei Marines Allan Kosnar, il quale chiese di essere dispensato per via di una brutta premonizione. Gli aerei erano autosiluranti Grumman TBM-3 Avenger, capaci di un’autonomia di 1600 chilometri. Alle due del pomeriggio la squadriglia era già in volo, e tutto sembrava tranquillo. Poi, verso le 3.15 pm, il capo squadriglia, tenente Charles Taylor, fece un’insolita comunicazione.
Taylor: "Chiamo la torre di controllo. Circostanze critiche. Sembra che ci troviamo fuori rotta. Non riusciamo a vedere la terra... Ripeto... Non riusciamo a vedere la terra".
Torre: "Qual è la vostra posizione?"
Taylor: "Non siamo sicuri della nostra posizione. Non riusciamo a capire dove siamo veramente... Sembra che ci siamo smarriti".
Torre: "Si diriga a ovest."
Taylor: "Non sappiamo neanche dove sia l’ovest! Qui non funziona più niente... Strano... Non possiamo accertare nessuna direzione... Il Sole... non sembra a posto! Perfino l’oceano non appare come dovrebbe essere..".
Alle 3,30 circa il capo istruttore dei piloti di Fort Lauderdale captò con la sua radio un messaggio di Powers, uno degli allievi piloti, che voleva chiarimenti sulla lettura della sua bussola. "Non so dove ci troviamo, credo che ci siamo smarriti dopo l’ultima virata". L’istruttore capo riuscì a mettersi in contatto con l’istruttore della Squadriglia 19, il cui rapporto fu altrettanto sconfortante: "Le mie due bussole sono fuori uso. Sto cercando di localizzare Fort Lauderdale. Sono sicuro di essere sopra le Florida Keys, ma non so a quale quota...". Da terra gli venne detto di dirigersi verso nord e di mantenere la rotta fino a raggiungere la base di Fort Lauderdale. Non ci fu tempo di eseguire l’ordine, perché l’istruttore della squadriglia disse: "Siamo appena passati sopra una piccola isola... Nessun altra terra in vista". Vale a dire che non stavano volando sopra le Keys, e che avevano perso l’orientamento. Disturbi nelle trasmissioni resero sempre più difficile captare la Squadriglia 19. Gli Avengers non potevano più sentire i messaggi provenienti dalla torre, mentre da terra si udivano ancora le conversazioni dei piloti. Alcuni messaggi facevano cenno a fortissimi venti a 120 Km orari. Poi tutte le bussole girostatiche e magnetiche degli aerei impazzirono, ognuna dava indicazioni diverse. Fra i velivoli inviati subito nella zona c’era, in particolare, un idrovolante bimotore Martin Mariner, decollato dalla base di Banana River con 13 persone di equipaggio.
Il destino del Martin Mariner
Alle quattro del pomeriggio la torre di controllo venne a sapere che il tenente pilota Taylor aveva sorprendentemente ceduto il comando al capitano Stiver, pilota dei Marines, che trasmise un messaggio confuso: "Non siamo certi dove ci troviamo... Pensiamo di essere a 364 Km a nord-est della base... Dobbiamo essere passati sopra la Florida e trovarci nel Golfo del Messico". Successivamente, alla luce di una prima ricostruzione dei fatti, si comprese che il comandante della squadriglia aveva deciso di compiere una virata di 180°, nel tentativo di tornare verso la Florida, ma nel corso della manovra la trasmissione radio divenne più debole, segno che gli aerei erano fuori rotta. Si dice che le ultime parole provenienti dalla Squadriglia 19 furono: "Stiamo entrando nell’acqua bianca... Siamo completamente smarriti...". Pochi minuti dopo la torre ricevette il messaggio del tenente Come, uno degli ufficiali del Martin Mariner, presumibilmente dalla stessa zona dove erano segnalati gli Avengers. Come parlò di forti venti al di sopra dei 1.800 metri. Questo fu l’ultimo contatto con il Martin Mariner e i suoi 13 uomini di equipaggio. Venne diffusa poco dopo una comunicazione urgente, rivolta a tutte le unità di soccorso: gli aerei scomparsi non erano più cinque, ma sei. Non ci furono altri messaggi dalla Squadriglia 19, o dal Martin Mariner. Da notare, però, che poco dopo le 7.00 pm, la stazione aeronavale di Opa-Locka, a Miami, captò un messaggio: "FT... FT...". Questo segnale poteva riferirsi alle lettere d’identificazione degli Avengers, siglati FT-27, FT-28, ecc. Ora, se il messaggio proveniva davvero dalla Squadriglia 19, fu recepito quando il carburante avrebbe dovuto essere già terminato da due ore. Nonostante l’imponente ricerca condotta da unità aeronavali - 240 aeroplani, 67 veivoli della portaerei Solomons, quattro cacciatorpedinieri, numerosi sottomarini, 18 vedette della Guardia Costiera, centinaia fra aeroplani e natanti privati, altri PBMs della stazione di Banana River e unità della RAF e della Royal Navy Britannica di stanza alle Bahamas - fu tutto inutile. Eppure si coprì una media quotidiana di 167 voli, dall’alba al tramonto, da una quota di circa 90 metri, un’ispezione che coprì 985 Km quadrati di terra e mare, fra l’Atlantico, il Mar dei Caraibi, parte del Golfo del Messico, la Florida, per un totale di 4.100 ore di volo. Nulla. Né rottami, né cadaveri o chiazze di carburante. Corse voce che un aereo commerciale avesse visto un bagliore rosso sopra la terra nel giorno della scomparsa, forse l’esplosione del Martin Mariner, ma l’ipotesi venne poi smentita. E non giunse mai alcun messaggio di SOS dalla Squadriglia 19, né dal Martin Mariner. I bombardieri Grumman Avenger, dotati di zattere di salvataggio, erano strutturati in modo da poter galleggiare anche un minuto e mezzo, in caso di ammaraggio forzato o caduta in mare. In più, l’equipaggio era addestrato ad abbandonare il velivolo in 60 secondi.Fattori, questi che contribuirono a rendere ancora più inesplicabile il doppio incidente.
"Esseri provenienti dallo spazio..."
La commissione d’inchiesta costituita per indagare sul caso non fu neppure in grado di formulare una congettura pallidamente valida. Uno dei suoi componenti dichiarò: "È come se fossero volati verso Marte!" Il dottor Manson Valentine, noto scienziato di Miami, si espresse così: "Loro (gli uomini della squadriglia) sono ancora qui, ma in una dimensione diversa. Forse si tratta di un fenomeno magnetico provocato da un UFO". La madre di uno dei piloti dispersi disse di avere l’impressione che suo figlio fosse "ancora vivo in qualche punto dello spazio". Forse sapeva qualcosa di preciso a riguardo, ma non lo rivelò. Il comandante R. H. Wirshing, all’epoca ufficiale istruttore di Fort Lauderdale, ritiene che l’espressione "sparire", usata dalla stessa commissione, rivestisse una notevole importanza, in quanto non è mai stato dimostrato che gli uomini siano davvero deceduti. E nel 1974 lo scrittore e giornalista Art Ford - in base a notizia fornitagli da un radioamatore che avrebbe captato un messaggio di Taylor - dichiarò che durante il volo il caposquadriglia pronunciò le seguenti parole: "Non seguitemi... sembrano esseri provenienti dallo spazio". Frase sibillina, che sembrò trovare parziale conferma quando Ford, nel corso di una sua personale indagine, venne in possesso di documenti riservati, fra cui una copia dei messaggi intercorsi fra l’aeroplano di Taylor e la torre. In essi risultava le parole "Non seguitemi...", simili a quelle riportate dal radioamatore. La cosa più significativa è che tale frase, apparentemente insignificante, fu tenuta nascosta dai militari per 29 anni!
Un fantasma di ghiaccio
Un fantascientifico scenario prospettato da Bateman prevede che gli Avengers non fossero in normale missione di addestramento, ma che dovessero allenarsi al lancio di cariche di profondità anti sommergibile. Una carica avrebbe colpito incidentalmente un USO o una fortezza subacquea aliena, incidente interpretato come una "aggressione" da parte degli alieni, che si sarebbero allontanati a tutta velocità puntando verso lo spazio aperto, risucchiando in orbita involontariamente (o intenzionalmente) la Squadriglia 19. Secondo Bateman, il vortice generato dal campo propulsivo degli UFO avrebbe sollevato un enorme colonna d’acqua che avrebbe avvolto gli Avengers. Fantascienza, eppure l’ultimo messaggio ricevuto diceva: "Stiamo entrando nell’acqua bianca... Siamo completamente smarriti...".
Portali dimensionali
All’ipotesi di Bateman si aggiungono altre congetture sulle sparizioni, causate da UFO e alieni, fra cui quella formulata dal medium e guaritore Edgar Cayce, deceduto nel 1944. Cayce previde con decenni di anticipo invenzioni come TV, laser, voli spaziali ed energia nucleare, ed ebbe spesso visioni sul passato remoto della Terra, nelle quali vide gli antichi abitanti di Atlantide (forse alieni?) usare enormi cristalli come sorgente di energia proprio nell’area di Bimini, luogo dove in seguito si verificarono molte sparizioni. In effetti esseri extraterrestri vennero visti spesso impiegare dei cristalli: l’EBE incontrato dal nonno dal nativo americano Robert Morning Sky ne usava uno per comunicare, mentre il colonnello Steve Wilson vide una donna ET di tipo nordico usare un cristallo come oloproiettore nell’Area 51. Come poteva Cayce immaginare tutto ciò negli anni ‘30?Potremmo ipotizzare che nelle Bermude si trovi una struttura subacquea aliena atta ad aprire varchi dimensionali, forse per garantire agli UFO un accesso rapido verso le stelle. I drammatici messaggi radio dei piloti scomparsi descrivevano condizioni meteo e fenomeni atmosferici inusuali: e se involontariamente avessero attraversato un portale dimensionale, ritrovandosi su un altro pianeta? Forse, fin quando il portale rimase aperto, le onde radio raggiunsero la torre di controllo ma, una volta richiuso, le trasmissioni si interruppero. Viene da chiedersi se questo antico meccanismo - un vero Stargate - sia rimasto attivo fin dai tempi di Atlantide, o invece non indichi la presenza di attività extraterrestri recenti? Ripensando alle parole del tenente Taylor "sembrano esseri provenienti dallo spazio" e alle luci rosse viste da un mercantile nei cieli delle Bermude, la seconda ipotesi sembra la più probabile
Ipotesi,solo ipotesi
Nel Triangolo maledetto si è persa ogni traccia di grandi navi, come la Marine Sulphur Queen, lunga 130 metri, o lo statunitense Cyclops di 19.000 tonnellate con 309 effettivi a bordo... e altre sono state ritrovate incagliate o alla deriva, con gli equipaggi volatilizzati. L’incidente più famoso coinvolse la Squadriglia 19 e il Martin Mariner partito in loro soccorso, il primo accaduto ad aerei nell’era moderna. Poi, altre sparizioni, numerose e ben documentate, dal C-54 svanito nel Luglio 1947 al quadrimotore Tudor IV Star Tiger scomparso il 29 Gennaio 1949 con 31 persone a bordo. Anche il gemello dello Star Tiger, lo Star Ariel, svanì in prossimità delle coste giamaicane il 17 Gennaio 1949, così come un Super Costellation della Marina USA nel 1954, l’idrovolante Martin Marlin P5M dell’USAF nel Novembre 1956 e l’aerocisterna KB-50 l’otto Gennaio 1962. Su tutte le sparizioni sono state formulate le ipotesi più fantasiose: ondate di marea provocate da terremoti, meteoriti che colpivano gli aeromobili in volo, attacchi di mostri marini, deformazioni dimensionali, vortici elettromagnetici, nonché cattura da parte di UFO o USO. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi di esplosioni di bolle di metano sottomarine, ma anche in questo caso l’improbabilità è elevata.
fonte: http://www.edicolaweb.net

Un presunto USO ripreso in Argentina?

Questo video di un presunto UFO/USO (Unidentified Submerged Object ) e' stato ripreso il 15 Settembre 2008 a Rio De La Plata vicino a Buenos Aires, Argentina.

Gli USO in breve
Il termine U.S.O sigla che in inglese significa Unidentified Submerged Object o Unidentified Submarine Object, in italiano O.S.N.I oggetto sottomarino o sommerso, non identificato indica un'altra tipologia di UFO.
Gli U.S.O sono descritti come velivoli composti di materiale metallico a forma discoidale, sigariforme o sferica o semplicemente sono descritti come luci, avvistati in mare aperto nelle vicinanze di imbarcazioni dai piloti di aerei o elicotteri, da bagnanti.
Testimoni affermano di aver visto veicoli sconosciuti uscire (splash-up) o entrare nell'acqua(splashdown) e sparire nel cielo, altri testimoni affermano di aver visto sotto il pelo dell'acqua un U.S.O., altri testimoni invece affermano di aver assistito alla formazione di colonne d'acqua alte fino a 300 metri in presenza di mare calmo.
Le dimensioni degli Uso sono svariate e talvolta sono descritti come oggetti di dimensioni notevoli che effettuano manovre a ziz_zag, o comunque impossibili da realizzare da parte dei mezzi conosciuti, non emettono alcun suono e non provocanoonde nell'acqua al loro passaggio talvolta a velocità elevate.
Gli avvistamenti di Uso sono meno frequenti di quelle di Ufo ma non per questo di minore importanza nel campo dell'ufologia che si occupa anche di questi fenomeni con un altro nome: Usologia.
Il 24 novembre 1972 vi è il primo avvistamento di un oggetto sottomarino non identificato identificato da una flotta norvegese nel fiordo di Sogne che fu denominato U.S.O. termine che è giunto fino ai giorni nostri.
Talvolta gli Uso sono stati avvistati anche in laghi e fiumi.
Nel 1978 In Italia nel mare Adriatico vi furono numerosi avvistamenti di Uso.
fonte: http://www.baab.it/digdug/index.php (centro ricerche ufo liguria)
 

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