Retroscena mitologici del fenomeno Abduction

Dal vecchio Testamento al Medio Evo. Una visione generale su manifestazioni apparentemente comuni.
Sono passati ormai oltre 57 anni da quando il fenomeno ufologico si manifestò pubblicamente di fronte agli occhi esterrefatti dei media mondiali.Il superamento del millennio ha lasciato studiosi e scettici di fronte alle stesse domande che si ponevano alla fine degli anni '40. Le nostre coscienze, la nostra tecnologia ed anche la rappresentazione che abbiamo di questo fenomeno sono però cambiate nel corso del tempo, quasi come se affianco alla nostra evoluzione se ne fosse palesata un'altra interiore, più celata, che ci ha permesso di prendere sempre più coscienza di un fenomeno fino ad allora ignorato. Sì, perché ormai sappiamo che il fenomeno ufologico non è patrimonio unico del XX secolo, e l'enorme mole di studi compiuti in questi sei decenni ha permesso di riacquisire e riosservare, in chiave critica, eventi legati al nostro passato evidenziando in molti casi palesi rassomiglianze, se non uguaglianze, con il fenomeno moderno.Se sei decenni di analisi ed avvistamenti ci hanno posti davanti a tante domande e a poche risposte, e hanno suscitato malumori creando fazioni opposte, atteggiamento questo tipico di ogni ambito in cui si impegna il genere umano, un fatto sembra però oggi essere incontrovertibile: quello che il fenomeno UFO esiste e persiste, ma soprattutto non è frutto della nostra immaginazione.L'aspetto centrale e fondante su cui non siamo riusciti ad addivenire ad una soluzione è la sua natura, o le sue molteplici origini, e le chiavi che potrebbero spiegare una presenza così massiva ed estesa nel tempo (probabilmente in un arco di quasi e forse oltre due millenni); dati che sembrano ancora sfuggirci.Se la soluzione sembra ancora distante, ed il contatto ancora impalpabile, la certezza che quasi sessant'anni di studi non siano riusciti a demistificare ed inficiare il fenomeno dovrebbero essere però sicuro sintomo del fatto che realmente qualcosa di anomalo interagisce con il nostro pianeta.Questo per acquietare il buon cuore di coloro che definendosi "scettici" hanno ad oggi cercato in ogni modo di razionalizzare e spiegare la natura stessa di queste manifestazioni.La ricerca ufologica non è una scienza, né un dogma di fede in cui accettare ad occhi chiusi ogni pretesa verità, atteggiamento in cui purtroppo però diversi personaggi sembrano rispecchiarsi. La ricerca ufologica è uno studio multidisciplinare, eclettico, eterogeneo e composito, una sorta di operazione di retroingegneria che dovrebbe permetterci di acquisire dati ed informazioni attraverso le osservazioni e le testimonianze dei soggetti che se ne sono detti testimoni e vittime.
I prodromi
L'aspetto mitologico del fenomeno abduction, che non implica unicamente e necessariamente una matrice fantastica alla sua origine bensì verosimilmente la traslitterazione di un avvenimento in termini e linguaggio propri della cultura o dell'individuo che lo vissero, sono stati sovente tralasciati dalla moderna ricerca del settore.La Parola "mito" dal greco "mithos", possiede come significato primitivo la valenza di narrazione, discorso, riferendosi appunto alla trasposizione di eventi che erano occorsi e che erano stati successivamente riportati oralmente e poi per iscritto.Solo in seguito il significato verrà modificato ed arricchito attribuendogli una tipologizzazione di stampo narrativo-fantastico ed identificando ed inserendo al suo interno racconti che avevano come protagonisti eroi, dei e Creature mitiche.Questo nostro testo vorrebbe proprio gettare le basi per il recupero e per una nuova comprensione di suddette tradizioni per riosservarle e ristudiarle alla luce del fenomeno ufologico. Si tratta di un compito estremamente arduo che prima di noi ha coinvolto decine di studiosi in tutto il mondo e che nei decenni sembra avere prodotto interessanti chiarimenti su determinati eventi del nostro passato.Se da una parte in epoca romana un Giulio Ossequente, nel suo "Il libro dei Prodigi", ci parla testualmente di "Clypei Ardentes" e di travi infuocate che solcavano i cieli dell'antica Roma, lasciandoci pochi dubbi sull'interpretazione di tali manifestazioni, è oltremodo più difficile rileggere sotto la stessa chiave tradizioni antiche in cui non sono presenti evidenti riferimenti ai meravigliosi prodigi cui l'uomo era stato fatto partecipe.Si potrà parlare anche di spiegazioni eziologiche, o di riadattamento di tali fatti all'interno di un'ottica ufologica, ma non possiamo né dobbiamo "mettere la testa sotto la sabbia" e non considerare quelli che possibilmente furono avvistamenti e contatti "ante litteram" con un fenomeno che si è reso manifesto, o di cui noi uomini abbiamo voluto prendere realmente coscienza, solo dal 1947 in poi.Gettando le basi per la nostra analisi "mitologica" del fenomeno Abduction non possiamo non iniziare da uno dei più importanti testi dell'umanità, il testo cardine per alcune tra le più importanti religioni moderne, il Vecchio Testamento.Attraverso una rilettura critica della Bibbia molti studiosi si sono trovati negli ultimi decenni davanti a quelle che potevano essere, o sembrare, descrizioni di eventi ufologici e contatti avvenuti nel passato più remoto dell'uomo. Eventi che pur se inseriti all'interno di un contesto religioso e dogmatico disponevano di notevoli similitudini con il fenomeno che studiamo.Nel testo biblico ci viene narrata la mistica ascesa al cielo del profeta Ezechiele collocando l'evento in un passato talmente remoto su cui non ci è possibile avere riferimenti precisi. La moderna ricerca sul tema ha identificato in tale narrazione la testimonianza ante litteram di un possibile caso ufologico.Ciò che fu narrato nel Libro di Ezechiele non si riferisce unicamente alla presunta manifestazione del "logos", l'essere divino, avvenuta per tramite di un carro luminoso disceso fino a Terra, ma soprattutto ci troviamo davanti ad un "contatto ravvicinato" con strane entità che sembrano governare tale struttura ed interagire con il profeta biblico.L'Antico Testamento ci descrive tale manifestazione divina in modo assai ambiguo, e le raffigurazioni classiche ci presentano sovente Dio, seduto su un trono di luce ed attorniato da angeli e cherubini, tutte rappresentazioni che sono però solo "interpretazioni" successive di ciò che Ezechiele poté effettivamente osservare.La moderna ricerca ufologica ci potrebbe altresì indicare in tale descrizione un possibile caso di incontro ravvicinato (del tipo IR3 e IR4) con entità aliene. Spiegazione eziologica o no che possa sembrare, ciò che viene narrato in questo antico testo risulta essere simile, se non speculare, a quanto narrato oggi dai soggetti presunti addotti, ovvero filtrato da una cultura, quella semitica del tempo, che non poteva che associare tale apparizione che aduna manifestazione divina, anche se la sua reale natura fosse stata ben diversa. Ezechiele non poteva altrimenti interpretare ciò che vide, e il suo contesto sociale, culturale e storico potevano unicamente condurlo a ritenere che ciò di cui era stato testimone fosse la presenza divina sulla Terra. Il tutto, ovviamente, ritenendo che il fatto sia avvenuto realmente.Di notevole interesse è inoltre la descrizione dei successivi eventi occorsi al profeta a seguito di tale "visione". Fu condotto su di una remota montagna in un luogo imprecisato ove si ritrovò cosciente ma in totale stato confusionale. Casi del genere non sono ignoti al mondo della psicologia o della psichiatria che, dal loro punto di vista, hanno in diverse occasioni affrontato il tema del misticismo associato a manifestazioni oggettive anomale e alla successiva ricaduta che un evento "particolare" poteva avere sulla mente di determinati individui.Un soggetto con forti predisposizioni al misticismo può facilmente interpretare un determinato fenomeno, che appunto potremmo definire anomalo cioè al di fuori di qualsiasi schema o convenzione normale, come frutto di un messaggio divino o di una diretta manifestazione dell'Essere supremo. Questi casi sono collocabili, e collocati, all'interno del variegato mondo delle patologie mentali e quindi prodotto e cagione di disturbi cognitivi o neurologici. Ma se un individuo totalmente normale, con nessuna nozione scientifica e tecnologica e ancor più collocato in un contesto storico estremamente distante dal nostro fosse venuto a contatto o avesse interagito con qualcosa di assolutamente sconosciuto e anomalo, come avrebbe potuto reagire?Verosimilmente rileggendo il tutto attraverso le proprie nozioni, la propria cultura e le proprie possibilità interpretative, possibilmente anche in chiave religiosa. Ezechiele potrebbe essere stato effettivamente testimone e vittima di qualcosa di ben tangibile ma allo stesso tempo di difficile interpretazione per il suo contesto storico e sociale, che poi sarebbe stato inevitabilmente reinterpretato attraverso la sua "forma mentis" e la sua formazione.Un salto temporale di oltre due millenni ci porta in un altro periodo storico estremamente interessante, ed altrettanto ricco di manifestazioni nomale, un periodo in cui le stesse manifestazioni sembreranno essere rappresentate nella loro accezione più negativa e più "maligna".Nel Medio Evo saranno proprio le strane ed inquietanti apparizioni di creature come gli "incubi" e i "succubi" a disturbare il sonno di ignari esseri umani.Esseri dalle fattezze antropomorfe, bassi e macrocefali, gli "incubi" ed i "succubi", narrano le leggende, erano "esseri demoniaci" che entravano nelle camere da letto di uomini e donne per accoppiarsi con loro o per sottoporli ad altrettanto enigmatiche attività. Patrimonio principalmente della "letteratura" del nord Europa, questi esseri sembravano essere in grado di rendere totalmente incapaci di controllare la propria volontà coloro che ne erano vittime, palesando allo stesso tempo atteggiamenti che sono oggi riscontrabili all'interno della letteratura sulle abduction.Il contesto socioculturale e religioso medioevale impose un certo "riserbo" su tali esperienze, oniriche o meno che debbano essere considerate, soprattutto per motivazioni che potevano addurre e portare ad accuse di stregoneria e di interazioni con il Maligno.Un mito come quello appena presentato lascia ovviamente pochi stralci interpretativi se non quelli che la mitografia stessa può presentarci ma se noi, come abbiamo appena detto, raffrontiamo tali narrazioni con le più recenti testimonianze di rapimento alieno vedremo nascere subito il dubbio se almeno in parte tali leggende non possano effettivamente aver preso spunto da ben più tangibili esperienze.Eziologia a parte, i resoconti testimoniali costituiscono un dato di fatto e documenti su cui poter esperire le proprie indagini.L'impressionante similarità che è rinvenibile a secoli di distanza può almeno palesarci il dubbio che una fenomenologia attigua si sia perpetuata nel corso dei secoli, un fenomeno che noi oggi identifichiamo con le abduction e che come nel caso di Ezechiele fu interpretato e filtrato da una cultura, quella medievale, che vide non più in Dio ma nel Maligno le manifestazioni di ciò che razionalmente non sapeva, né poteva, spiegarsi.
Da Vallée al folclore ufologico
Tra coloro che negli ultimi decenni di ufologia si sono distinti maggiormente per gli studi compiuti nei campi mitologici e folclorici del fenomeno UFO possiamo indicare sicuramente il noto studioso di origine francese Jacques Vallée, fisico ed esperto informatico.Vallée ha legato il proprio nome all'ufologia speculativa negli anni '60, '70 e '80 ma anche a quella sul campo attraverso numerosissime indagini compiute "in situ" per comprendere l'origine del fenomeno stesso.Assieme a studiosi come Thomas Ballard e Peter Rojcewicz, Vallee ha cercato di rilevare e localizzare temi rilevanti presenti nel folclore medievale, e nei secoli successivi, che potessero confutare o attestare una sorta di linea storica ininterrotta, un "continuum", riferito al fenomeno abduction.Lo studioso francese ha studiato centinaia di leggende e miti specifici presenti in tutte le culture del pianeta rinvenendo dati veramente eccezionali.Tra le più interessanti scoperte effettuate si spazia da resoconti di avvistamenti di strani oggetti nei cieli, campo di studi in cui oggi è principe la paleoastronautica (un tempo si suggerì di definirla "clipeologia"), ad esperienze che, come abbiamo sottolineato precedentemente, si collocano all'interno di scenari estremamente coerenti con gli attuali rapimenti alieni.Un esempio illuminante del materiale rinvenuto da Vallée lo possiamo trovare nel manoscritto autografo dell'arcivescovo di Lione Agobardo, datato 816 d.C., che prese posizione contro "marinai celesti" che infestavano i cieli della sua città sbarcando dalle nubi e saccheggiando frutteti e campi di frumento.Addirittura lo stesso Agobardo avrebbe salvato la vita a quattro persone sequestrate e poi rilasciate da questi. celesti "Silfi", indicati come colpevoli di avere rovinato i raccolti nei campi della zona: guarda caso, lo stesso fenomeno oggi indotto dall'attuale fenomeno dei "crop circles" .Quale migliore rappresentazione di un presunto rapimento e di contatti con un'altra civiltà?Lo stesso Agobardo, poi diventato Santo, nella stessa opera raccontò di come nell'VIII secolo il famoso cabalista Zedechia, sotto il regno di Pipino, avesse sostenuto che tutti gli elementi fossero abitati da esseri celesti definiti "Silfi" e di come lui stesso avesse chiesto loro di mostrarsi alle folle. Quando tale richiesta venne accontentata - i documenti recitano cosi - furono visti nei cieli prodigi e manifestazioni incredibili attraverso cui, per mezzo di "vascelli mirabili", i "Silfi" si palesarono.La cronaca continua affermando di come tali "manifestazioni pubbliche" avessero impaurito e destabilizzato le folle al punto tale da far imporre a Carlo Magno, e poi a Ludovico il Bonario, ammende a tutti i supposti "tiranni dell'aria" . Le ammende non servirono ed i Silfi continuarono a manifestarsi nei cieli e alla gente, addirittura iniziando a rapire persone. Quando però alcuni di questi esseri scesero al suolo con i loro "vascelli" la gente, esasperata a dismisura, catturò diversi tra loro e li portò al rogo o li fece annegare.Cronache, miti o leggende che siano queste narrazioni possiedono tutti i crismi della moderna letteratura ufologica e ci chiediamo come sia stato possibile inventarsi di sana pianta dati così dettagliati da somigliare in toto alle attuali testimonianze.Altri autori che hanno analizzato questi testi sono giunti a conclusioni simili alle nostre identificando chiare matrici ufologiche alla base delle suddette narrazioni. Ma i dati oggi in nostro possesso non si fermano a quanto detto fino ad ora anzi, come nel caso della mistica esperienza del profeta Ezechiele, possiamo risalire il nostro filo di Arianna ancora più addietro fino ad arrivare all'antica Grecia o al popolo ebraico.Gli ebrei furono soliti infatti chiamare gli esseri che erano tra gli angeli e gli uomini "Sadaim", mentre i greci (utilizzando lo stesso vocabolo greco ma aggiungendo alcune lettere) li conobbero come "Daimonias", demoni.Come non ricordare poi i Nephilim dell'antico testamento, scesi sulla Terra e accoppiatisi con le donne del nostro pianeta?Per gli antichi filosofi questi "demoni" si spostavano nell'aria nei modi più incredibili.Paracelso riteneva che questi misteriosi esseri che solcavano i cieli e si manifestavano a terra sui loro carri o vascelli fossero reali e non frutto delle paure umane.Unanimemente Plutarco riteneva che tali esseri, che definì "elementaria", fossero una via di mezzo tra esseri mortali ed esseri immortali .La cultura islamica ha l'equivalente di tutto questo nei "Jinn" (Geni).Diversi storici della scienza hanno ipotizzato che tra gli elementi che avrebbero potuto condurre alla possibile creazione o alla proliferazione di queste idee ci potesse essere la difficile transizione che l'uomo ha sempre subito nei confronti della religione, una transizione che imponeva di credere in esseri superiori come gli angeli o i demoni, ma non in altri esseri che potevano manifestarsi o interagire con gli uomini.Riteniamo che se tale spiegazione può essere al massimo delucidativa per alcuni casi non possa, né riesca, a coprire in toto quanto le cronache antiche ci hanno tramandato fino ad oggi a maggior ragione se raffrontato con l'attuale letteratura ufologica.Il sociologo americano Edward Tiryakian, della Duke University, nota gli importanti mutamenti che possono avvenire rispetto ad una stessa grammatica su simboli e concetti affermando: "...il prete tenderà a vedere la realtà invisibile in termini di forze personali (ad esempio bene e male o Dio e Satana) attraverso ciò che lui ritiene sia parte del rituale prescritto. Lo scienziato tenderà a vedere la stessa realtà in termini di forze impersonali come la gravitazione, i raggi, l'energia atomica attenendosi a ciò che ritiene oggettivo e sperimentale. Il mago vedrà invece la realtà invisibile sia nei termini personali del prete che in quelli impersonali dello scienziato." Quanto detto per affermare che differenti impostazioni mentali, differenti "culture" e differenti approcci possono alterare il significato ed il significante stesso dei termini o dei fatti che però, nella loro pura realtà, rimangono totalmente limpidi ed inalterabili.I maghi un tempo e gli scienziati oggi sono stati forse i primi a cercare di mettere ordine e di comprendere le vere matrici dietro a quelle "forze invisibili" oggetto di questo nostro testo. Attraverso percorsi diversi e con conclusioni contrastanti, entrambe le categorie hanno cercato di rispondere ad alcuni enigmi storici degli uomini.Lo stesso Vallée ha cercato di sollevare il velo che cottraddistinse il nostro passato alla ricerca di tali forze invisibili.Dopo le estensive e maniacali ricerche condotte nel folclore medievale e nella moderna casistica ufologica sempre Vallée ha ritenuto che qualcosa di realmente fisico sottintendesse tali tematiche e narrazioni. Pur attestandone la realtà l'unica conclusione cui questo autore giunge è che sempre un muro si ergerà davanti ai nostri studi e alla nostra comprensione, e non sarà mai possibile in effetti (soprattutto per ciò che riguarda il nostro passato) separare l'osservazione ed il fenomeno reale dall'interpretazione emozionale ed il vero collegamento tra fenomeni e fatti inusuali dalle alterazioni operate in conseguenza di questi dalla coscienza e dall'intelletto umano. Prima quindi di considerare il fenomeno abduction come "frutto dei disturbi dei nostri tempo", o come mero "prodotto del bombardamento mediatico" moderno consiglieremo a tutti coloro che si affacciano a tale fenomeno, o che se ne dicono scettici, di farlo con mente aperta e scevra da giudizi, ma allo stesso tempo osservando realmente il fenomeno e studiandolo nelle sue molteplici manifestazioni, ieri come oggi.
fonte: UFO Notiziario

UFO in Ecuador e Brasile - Filmati e testimonianze

Tratto da Voyager e postato su youtube dall'utente Sorayaluna72

IRAN 1976: ATTACCO DAL CIELO!

quando gli UFO disattivarono dei caccia intercettori

di Antonio De Comite (Coordinatore Centro Ufologico Taranto)
Il caso che vi presentiamo è una pietra miliare nello studio classico dell’Ufologia. Un caso documentato, che attesta il comportamento “intelligente” degli UFO, i quali hanno disattivato i sistemi elettrici di alcuni caccia militari iraniani. Un caso incontrovertibile attestato da documenti della DIA (Defense Intelligence Agency) americana, che nemmeno gli scettici possono smontare. Tutto ha inizio il 19 Settembre 1976, qualche minuto dopo la mezzanotte. Al di sopra di Teheran, capitale iraniana, ebbero luogo due tentativi di interecettare degli UFO, rilevati dai radar di terra e dagli occhi di molti civili. Ad ogni tentativo, con contatto visuale, i piloti tentarono di far partire i loro missili, ma ogni volta che si stava per far ciò, i sistemi d’arma venivano sistematicamente disattivati. L’incidente fu messo per la prima volta in evidenza, da un rapporto riservato. Questo rapporto (targato DIA) fu mandato all’associazione ufologica statunitense NICAP (National Investigations Committee on Aerial Phenomena), allora molto influente ed importante negli “States”. Una rapporto di tre pagine del Dipartimento della Difesa (DoD), sotto forma di telescrivente, sul caso fu ottenuto da Charles Huffer nel 1977, tramite il FOIA (Freedon of Informaction Act) americano. Un rapporto di valutazione della DIA era allegato al messaggio. Le caratteristiche principali del rapporto furono le seguenti. Alle ore 12: 30 antimeridiane, l’Air Force Command ricevette molte chiamate di civili, che allarmate dichiaravano di aver visto un oggetto incandescente nel cielo. L’osservazione effettiva di questo luminoso oggetto incandescente, portò a far alzare, in azione di “scramble” (intercettazione), un caccia a reazione “Phantom F-4″, dalla base Shahrokhi AFB. L’F-4 decollò alle ore 01:30 della notte e volò verso il punto sospetto, a 40 miglia nautiche marine, al Nord di Teheran. Quando il “Phantom F-4″ arrivò nei pressi dell’oggetto volante, tutti gli strumenti e i mezzi di comunicazione (UHF e Intercom) andarono perduti. Il pilota interruppe quindi l’intercettazione e ritornò di nuovo alla base. Quando il caccia F-4 si allontanò dall’UFO, tutti gli strumenti di comunicazione e di bordo ricominciarono a funzionare. Un secondo caccia “Phantom F-4″ fu inviato alle ore 01:40 notturne. Improvvisamente l’ufficiale di bordo, esperto in elettronica, nota sul radar una “strana presenza”, a circa 27 miglia nautiche, a 12 ore e con una velocità d’approccio di circa 150 nodi. Quando la distanza si ridusse a 25 miglia nautiche, l’UFO partì ad una velocità incredibile evidente sul radar. Il messaggio da parte del Ministero della Difesa indicò che la grandezza misurata dal radar era come quella di un aereo da trasporto Boeing 707, anche se era difficile discernere le dimensioni, dal punto di vista visivo, a causa della forte luminosità dell’UFO. Le luci, simili a quelle stroboscopiche, furono osservate da testimoni a terra. Le luci si alternavano e variavano dal blu al verde, dal rosso all’arancione, formano una specie di rettangolo. La sequenza delle luci fu così veloce, che tutti i colori furono visti allo stesso istante. Ma non finisce qui. Ecco che arriva il particolare “shock”: mentre l’intercettamento continuava, un altro oggetto brillante e luminoso emerse dal primo oggetto e si diresse direttamente sul Phantom F-4 come un missile, a velocità elevata. Il pilota riuscì a mettere in funzione un missile AIM-9, che si doveva dirigere verso l’UFO. Ma nel momento del lancio fu immediatamente bloccato, compresi tutti i mezzi di comunicazione , comprese UHF e Intercom. Il pilota fece quindi una manovra di rotazione improvvisa e una discesa in G negativo per fuggire. Al tentativo riuscito, il pilota notò che il secondo oggetto si diresse nei pressi dell’UFO principale ed entrò dentro con una traiettoria perfetta. Poco dopo il “rendez-vous” e la fusione tra i due oggetti, un altro oggetto emerse dall’altro lato dell’UFO primario e si diresse dritto verso il suolo. L’equipaggio dell’F-4 osservò che si stava avvicinando al suolo e pensarono che potesse accadere una esplosione. Ma cosi non fu. Infatti sembrò rallentare e dolcemente arrivare al suolo, illuminando il terreno. Il pilota del “Phantom F-4″ scese di circa 15.000 piedi, continuando ad osservare la posizione dell’oggetto atterrato, prima di ritornare alla base. Il ritorno alla base fu difficoltoso, per via di un qualche problema ai visori notturni, che rese difficile l’atterraggio. Al sorgere del Sole, l’equipaggio dell’F-4 salì all’interno di un elicottero, destinazione sito dell’atterraggio dell’UFO. Una volta giunti in loco, non trovarono nulla. La valutazione finale della DIA fu importantissima, ossia che si trattava “di un rapporto eccezionale. Questo è un classico che soddisfa tutti i criteri necessari, per uno studio valido del fenomeno UFO“. L’analisi della DIA precisa che le prestazioni dell’UFO furono sensazionali, rilevando che l’oggetto volante mostrò una “straordinaria capacità di manovra“. Nel 1977 Richard Hall, ricercatore UFO statunitense, riuscì a trovare l’autore del rapporto DIA ed ebbe con lui una conversazione telefonica. A quel tempo, l’autore del rapporto disse che era disponibile a testimoniare in pubblicò quello che lui sapeva. Quindi per concludere che dire di questo caso? Che è semplicemente importantissimo, riconosciuto da una agenzia di “intelligence” USA, dove un UFO ebbe un incontro con dei caccia militari, il quale reagì in maniera intelligente e superiore, ai tentavi di intercettamento dei jets intercettori, mandando in “black-out” temporaneo i sistemi di bordo e d’arma del velivoli.

Un "UFO Crash" in California?

Questa è una notizia apparsa qualche mese fa, ma data l’importanza (stranamente) non se ne hanno più notizie. Un oggetto di colore blu turchese incandescente, di forma ovale, si sarebbe schiantato alle 3 del mattino al sud di Needles, vicini Topok (Arizona). Secondo un testimone che si trovava a circa 400 metri dall’impatto, ha notato che un elicottero di recupero è arrivato dopo circa 17 minuti ed è poi ripartito presso Las Vegas. Il luogo dell’incidente si trova a circa un centinaio di metri dal fiume Colorado. Il testimone, noto al momento con le sue iniziali R.B., si trovava sul ponte del suo battello, su quale vive da oltre 30 anni, quando vide cadere un enorme oggetto brillante ed incandescente. Si è sorpreso dal constatare che i colori emessi dall’oggetto non erano di colore giallo o arancio, ma erano di colore blu turchese, con delle luci verdi. Un’altra testimonianza pare aver assistito al fenomeno: Frank Costigan è un pensionato che è stato Capo delle operazioni della Polizia all’aeroporto internazionale di Los Angeles, dal 1978 al 1985. Egli a volte ha dato delle informazioni sulla stazione KTOX AM 1340 di Needles. Vive a circa 5 miglia ad est del fiume. Alle 3 del mattino nota anche lui un oggetto incandescente,di colore blu turchese, con luci raggianti, precipitare presso il Colorado. Non ha avuto, comunque, la possibilità di visualizzare il sito d’impatto. L’altro testimone R.B. ha avuto modo, invece, di assistere al presunto “UFO crash”: “questa cosa rimbombava per l’aria e dei pezzi di colore giallo rosso volavano attorno al corpo dell’oggetto. Tuttavia, il rumore è stato inatteso, piuttosto cupo.” Egli tentò di comporre il numero telefonico, ma senza successo, per le emergenze dal suo telefono satellitare. Inoltre fu molto sorpreso quando vide arrivare, sulla scena dell’incidente, 17 minuti più tardi, un elicottero che sembrava trasportare questo oggetto incandescente, che aveva le dimensioni di un camion cisterna. L’ufologo e appassionato George Knapp riprese questo caso, con recupero militare, il giorno 14 Maggio 2008 a Needles. Ecco cosa disse Knapp: “Bob, iltestimone più vicino, ha riferito di aver visto almeno cinque elicotteri volare in formazione e un grande velivolo con argano. Avevano poi prelevato e trasportato l’oggetto, incandescente e di forma ovale, diretti verso Las Vegas. Un dettaglio curioso aveva colpito i testimoni, ossia che gli elicotteri arrivarono sulla scena del misterioso sinistro solo 17 minuti dopo. Secondo una di queste testimonianze, l’oggetto era di forma allungata e aveva la forma di un semi rimorchio”, George Knapp continua ed afferma: “non abbiamo notizie, più approfondite, di colui che vive sul battello da 30 anni ed era sul ponte in quel momento. Molte persone erano presenti, il giorno dopo, sulla scena dell’incidente ed hanno riferito che erano in atto operazioni di pulizia. Noi abbiamo la certezza che qualcosa è avvenuto”. La squadra di investigatori ha contattato (per telefono) quasi tutti i poliziotti della zona, per sapere se avessero avuto delle segnalazioni oppure erano a conoscenza di qualcosa. Sorpresa? Nessuno sapeva nulla. Le indagini proseguono su altre Forze di Polizia di tre Stati ma anche sull’aeroporto di Laughlin, il Servizio Meteo, la FAA (Federal Aviation Administration) e diverse basi militari. Knapp ha riferito inoltre che si è trvata prova che, almeno un elicottero militare dell’Esercito era in volo in quel momento. Curiosamente, in base agli elenchi degli ordini di volo, quell’elicottero è assegnato ad una base americana in Europa. George Knapp conclude affermando: “Abbiamo lanciato una richista al FOIA (Freedom of Informaction Act, la Legge sulla Libertà di Informazione americana) e vi terremo informati non appena avremo una risposta”.
fonte:http://centroufologicotaranto.wordpress.com
 

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