Avvistamento in Ucraina

Nell'ufologia alcune storie hanno dell'incredibile, non tanto per il soggetto che lo è per sua natura, quanto per i risvolti umani a volte veramente fuori dall ordinario. C'è chi darebbe qualunque cosa per avvistare il suo primo ufo, per poter "credere dopo aver visto" e c'è chi invece gli UFO se li vede sorvolare il tetto di casa praticamente tutti i giorni, tanto che ormai "ci ha fatto l'abitudine". E' proprio questo ciò che accade da oltre 13 anni nella cittadina ucraina di Varvarovka (nella regione della più grande città Dnipropetrovsk) .
Evidentemente nell'ultimo periodo gli avvistamenti si sono intensificati tanto da spingere i residenti a contattare un ufologo per indagare in modo più approfondito sul fenomeno.
E così armati di tutte le apparecchiature necessarie, tra cui l'indispensabile videocamera, sono arrivati i ricercatori guidati da Vladislav Kanuka, ufologo di lunga data ed esperienza in zona.
Il team non ha dovuto attendere a lungo per poter filmare un evento incredibile. Un oggetto volante non identificato, di forma circolare, luminoso e di colore rosato, ha compiuto una lenta traiettoria nel cielo, curvando fino ad atterrare nei pressi di un bosco vicino. Gli ufologi sbalorti dopo aver filmato l'evento, sono saltati sulle tre vetture a disposizione intenzionati ad trasformare l'avvistamento in un incontro ravvicinato del terzo tipo.

A quanto pare però questo desiderio non era reciproco e giunti nei pressi della zona, i motori di tutti e tre i veicoli hanno iniziato a malfunzionare fino a fermarsi del tutto lasciando le vetture impantanate nel fango e costringendo gli ufologi a rimandare la visita al giorno successivo.
La mattinata del giorno seguente però, giunti sul presunto luogo dell'atterraggio, non hanno trovato nulla di insolito con loro grande delusione.
Rimane però a ricordo dell'esperienza indimenticabile e soggetto per eventuali approfondimenti e visite future, un filmato inequivocabile.
Per quanto riguarda i residenti di Varvarovka, gli UFO ormai fanno parte dell'ambiente circostante come gli uccelli e le piante e hanno imparato a conviverci guardando queste manifestazioni con occhio più benevolo, forse anche perché a distanza di così tanti anni nessuna di esse ha causato loro danni di qualche tipo.
Fonte: Terni in Rete

Sollevato da un fascio di luce

tratto da un articolo curato da Tiziano Morresi
Il 13 settembre 1948, è la vigilia della ricorrenza di Santa Croce; Oristano è addobbata a festa per l’occasione, e sulla torre medievale della piazza centrale sono state disposte delle luminarie. Verso le ore 19, malgrado il sole sia appena tramontato, vi sono ancora eccellenti condizioni di luminosità, come è del resto tipico in Sardegna, ancora in quel periodo dell’anno- quando il giovane Madau -in ritiro spirituale presso il locale seminario diocesano, in attesa di fare le prime promesse dell’ordine francescano, cioè i voti, esce dal collegio, recitando il Rosario e, inoltratosi nell’orto del convento, prende il sentiero diretto a ponente [vedi disegno 1], uno dei tre percorsi dai quali esso all’epoca era attraversato. Qui egli dapprima si imbatte nel cane del guardiano, un vecchio animale, mezzo cieco, che prende a seguire il frate sino alla fine del vialetto, punto dell’orto coincidente, a sinistra, con l’angolo Nord dell’edificio conventuale, e delimitato poco più in là dal muro di cinta oltre il quale corre l’allora Strada Provinciale Cagliari Sassari, oggi sostituita dalla Superstrada. Fermatosi un istante, recitando la prima parte dell’Ave Maria, lo sguardo rivolto al cielo, ancora chiarissimo e privo di nubi- egli scorge verso ponente, un corpo mobile, dapprima scambiato per un volatile, in quanto pressoché puntiforme- che scende in picchiata in sua direzione, divenendo sempre più grande…
"In pochi secondi vidi una macchina assolutamente silenziosa e di forma stranissima che non avevo mai visto, e di cui non avevo mai sentito prima parlare (durante il periodo del ritiro spirituale o noviziato i seminaristi erano tenuti ad osservare l’isolamento totale rispetto il mondo esterno, lontani quindi da radio, giornali etc…NdR). All’inizio essa non planava parallela al suolo, ma piuttosto obliqua, di modo che arrivata all’altezza dell’edificio seminariale, potei vederne chiarissima la sagoma: era un disco volante color argento, a forma di campana. [vedi disegni 2 e 3] La cupola pareva essere di plastica trasparente, dato che notai distintamente all’interno la presenza di due uomini, bianchi, di aspetto giovanile. Il disco si fermò poco al di sopra di un albero, un Eucaliptus, disponendosi parallelamente al suolo: contemporaneamente si udirono delle gride convulse e disorientate di gente, provenienti dalla piazza del paese, la cui torre era stata illuminata per la festa, e dal vicino distretto militare: "E’ andata via la luce!", andavano a più riprese ripetendo.Le figure uscirono quindi all’esterno dell’oggetto, che era sospeso a poche decine di metri di distanza da me, ponendosi in piedi sulla sua piattaforma: erano uomini piuttosto alti, 1.90 o forse due metri, bellissimi, dal portamento nobile, e vestivano una specie di tuta argentea; incuriosito, feci loro un cenno di saluto, agitando il braccio, ed essi mi risposero sorridendo, invitandomi gestualmente così mi parve, ad avvicinarmi al loro disco: intendendo volessero portarmi via con loro, rifiutai. Ripeterono il loro invito più d’una volta, ma io non lo accolsi, conscio del fatto che il seguirli avrebbe significato per me l’impossibilità di divenire frate francescano. Quasi constatando il mio atteggiamento, le figure rientrarono nella loro macchina, la quale si dispose in assetto obliquo, mostrando la propria parte inferiore [vedi disegno 4]:fu in quel momento che notai la presenza di un’apertura circolare scura, al centro, e di una specie di struttura "a cingolo", o "cinghia" metallica, posta lungo la circonferenza esterna, che prese a muoversi, girando dapprima a scatti netti ed intermittenti, con un suono secco, simile a quello prodotto da una catena su di un ingranaggio- e poi sempre più velocemente.Di colpo il rumore cessò ed il disco dispostosi nel proprio primitivo assetto orizzontale, prese ad emettere a ‘raffica’, in rapida successione dall’apertura sottostante, degli stranissimi fasci di luce, di diverso colore, indipendenti l’uno dall’altro Si trattava di luce a settori, o ‘blocchi’, [vedi disegno 5] il cui aspetto cromatico cominciava dal viola, sfumava nel blu/celestino, quindi nel verde, nel giallo, nell’arancione, nel rosso e per ultimo nell’incolore: ebbi l’impressione che ognuno di essi ‘spingesse’ quello sottostante, ad un ritmo ininterrotto. Fra i vari ‘blocchi’, ognuno dei quali culminava in una di specie di divisione/strozzatura, che dava all’insieme un aspetto a ‘salsiccia’ vi era una zona acromatica di transizione. Il disco d’un tratto scomparve dal mio campo visivo ed io, cominciai a recepire la distinta sensazione, di un suono elettrico: uu-uu/uu-uu -che però si manifestava non a mezzo dell’udito, bensì nella parte superiore del cervello: mi sentivo leggero leggero, ondeggiante come un panno appeso ad un filo! Non vidi cosa stesse in quel momento capitando al cane.Forse l’oggetto in quel momento era sopra di me; di fatto comunque non lo vedevo più. Da quel momento il suono in questione si convertì in sensazione tattile ed avvertii qualcosa di simile a delle ‘dita elettriche’- che mi stava ‘rovistando’ nel cervello, insistendo particolarmente sul lobo sinistro: inizialmente la cosa era paragonabile ad un solletico, e ci fu una fase durante la quale fui, credo, assente come coscienza, rispetto ciò che avveniva: ecco perché a suo tempo avevo a voi proposto di venire sottoposto ad ipnosi regressiva. Mi risvegliai con una sensazione dolorosa: il ‘frugamento’ stava continuando ed io sentivo sempre più male. Fu a questo punto che cominciai a spaventarmi, pensando mi volessero acchiappare e portare via…Reagii allora ‘esclamando’ –nella mente: ‘No, non voglio!’, e con la mia coscienza di frate mi misi a pregare, ed invocai: ‘Madre mia, aiutami. Non voglio!’. Fu allora che sentii la voce di una donna, che rivolta a ‘qualcuno’, diceva, sia pur con poca convinzione: ‘Ma lasciatelo; lasciatelo stare’.La risposta a queste parole, fu data da un suono indistinto ed incomprensibile di ‘voci’ estremamente ‘accelerate’, che potrei paragonare a quello comunemente prodotto dal nastro di un registratore fatto procedere alla massima velocità. Lo scambio ‘verbale’ si protrasse per alcuni istanti, mentre io seguitavo a supplicare ‘Madre mia, aiutami’: si trattava però, voglio nuovamente precisare, di ‘voci’ e suoni a loro volta non provenienti dall’esterno, ma che io udivo dentro di me. Ad un determinato punto echeggiò nuovamente la stessa voce femminile, che chiara ed energica ingiunse: ‘Basta, lasciatelo!’. Il ‘rovistio’ cerebrale cessò di colpo, ed ebbi la sensazione di ‘scendere’, di lì a poco confermata dal mio battere i tacchi delle scarpe al suolo, come quando ti capita quando scendi da un gradino elevato. Fu allora che riaprii gli occhi e, voltatomi a sinistra, vidi il cane, ancora sospeso a mezz’ aria, il muso in alto, le gambe in posizione ‘fetale’, la coda infilata tra queste: lo vidi scendere lentamente a terra; arrivato a venti centimetri da terra, l’animale fece una caduta improvvisa.Per l’occasione constatai che il punto sul quale fummo ‘calati’ distava circa una decina di metri dal sentiero di ponente, ove inizialmente eravamo: ci trovavamo ora infatti sul sentiero centrale dell’orto. In quel preciso momento, quando appunto avevo ripreso coscienza, sentii i soldati del vicino distretto militare gridare: ‘E’ tornata la luce’; analoghe gride udii provenire dalla piazza del paese, che salutavano la riaccensione delle luminarie sulla torre; contemporaneamente sulla vicina Statale Cagliari Sassari, al di là del muro di cinta del Convento, le automobili si rimettevano in moto: per quale motivo esse si fossero fermate non sono in grado di dirlo. Era nel frattempo ormai divenuto buio, e mi riavviai verso casa: in quel mentre, ebbi la netta sensazione che sulla parte sinistra della testa, in corrispondenza della zona prefrontale e parietale mi avessero fatto una cucitura; quest’impressione durò qualche istante e poi svanì. Incontrati i miei compagni: stavano preparando canti e cerimonie per la festa del giorno dopo, e tentai di informarli di quanto mi era capitato, ma il tentativo fu inutile, in quanto, non appena ebbi abbozzato la descrizione dello strano oggetto che avevo visto, essi seccati per la mia intrusione, mi zittirono quasi insultandomi. Da allora tacqui per lungo tempo, nella convinzione che l’esperienza che quel giorno avevo vissuto, ben difficilmente avrebbe potuto essere resa nota."

Avvistamento vicino a Corinto

E' successo il 3 febbraio intorno alle 8.00 di mattina, nei pressi dell'istmo di Corinto che collega la penisola del Peloponneso alla Grecia. Uno dei testimoni intervistati dalla rivista greca "Espresso", che ha portato il fatto alla ribalta dei riflettori ellenici, il signor Patapios Palaiologou, un operaio di 42 anni, ha raccontato con dovizia di particolari tutte le fasi dell'avvistamento. Mentre accompagnava la figlia a scuola in auto, durante una giornata assolata e con un cielo completamente sgombro di nubi, il sig. Palaiologou ha notato qualcosa di strano nel cielo: "Ho visto un enorme oggetto stazionare nel cielo sopra alla collina opposta alla nostra zona di residenza. Non sembrava nulla che di ciò che avevo visto fino a quel momento. L'ho indicato a mia figlia che è rimasta perplessa quanto me e siamo scesi dalla macchina per osservarlo meglio. Era a circa 400 metri di altezza ed sarà stato largo quasi 300 metri di diametro. Sembrava come il pianeta Saturno, solo di colore metallico e con un anello rosso tutto intorno". Sembra che l'UFO sia rimasto sospeso in aria per circa 10 secondi finché il cerchio non ha iniziato a vibrare ad una velocità enorme, seguito dall'accensione di una grande luminescenza su un lato del velivolo, che dopo pochi secondi è sparito. "Sono confuso. - prosegue il testimone - Da una parte sono felice di aver assistito ad una cosa così insolita, dall'altra so che nessuno mi crederà mai". A quanto pare però la sua paura è infondata dato che l'ufficio di polizia locale ha ricevuto diverse segnalazioni analoghe, raccolte anche la settimana precedente, sempre nella stessa zona in occasione di un altro avvistamento.
fonte: www.terninrete.it
 

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